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I militari russi in Siria: “Così bombardiamo il Califfo”

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Hmeymim (Siria) – I caccia bombardieri russi scaldano i motori all’inizio della pista e poi si lanciano a manetta nella corsa per il decollo con un rombo assordante. Un’impennata verso il cielo nuvoloso e spariscono verso  una postazione del Califfo, dove scaricano bombe da 500 e pure mille chili adatte a penetrare i bunker e gli arsenali sotterranei. Negli ultimi 4 mesi dell’offensiva aerea russa in Siria sono state lanciate 5700 sortite con caccia vecchi e nuovi, che in alcuni casi portano ancora la stella rossa sulla fusoliera.

Una boccata d’ossigeno per l’esercito governativo, che stava cadendo a pezzi. Adesso, secondo il lungo elenco letto ai giornalisti dal generale siriano, Alì Mayhob, le forze di Bashar al Assad stanno riconquistando terreno. Non basterà per ribaltare le sorti della sanguinosa guerra civile, che dura da cinque anni, ma il nugolo di attacchi russi dal cielo potrebbe servire a trovare una soluzione negoziale fra ribelli “moderati” e regime di Damasco.

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Nella base di Hmeymim a soli 30 chilometri dal mar Mediterraneo, la macchina bellica, che sta mettendo in difficoltà le bandiere nere sembra non fermarsi mai, giorno e notte.“Il nostro obiettivo è distruggere le infrastrutture del terrore. Prima di tutto l’Isis e il fronte al Nusra (legato ad Al Qaida nda)” dichiara con alle spalle la pista di volo ed il rombo dei caccia il generale Igor Konashenkov. Il portavoce della Difesa russa giura che le procedure di identificazione degli obiettivi e gli ordini ai piloti sono tesi ad evitare il più possibile vittime fra i civili.

I ribelli anti Assad hanno più volte denunciato stragi sotto i bombardamenti russi, ma spesso le informazioni erano sbagliate o le stesse immagini di ospedali centrati e bambini uccisi sono risultate manipolate.Il personale dell’aeronautica militare russa carica bombe e razzi sotto la pancia o le ali dei caccia russi a ritmo incessante. I piloti, che non possono parlare con i giornalisti si fanno filmare mentre ispezionano l’aereo prima di infilarsi nella cabina. La visiera scura del casco è abbassata per non farsi riconoscere ed evitare eventuali rappresaglie.

Fonte: Qui

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