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I soliti musulmani “moderati”, liste nere contro gli ebrei: la procura indaga su Radio Islam…

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Il sito Radio Islam – piattaforma digitale in ben 24 lingue tra cui anche l’italiano – è finito nel mirino della Procura di Roma dopo la pubblicazione di una lista di personalità di religione ebraica. I reati ipotizzati dalla procura sono minaccia e diffamazione, con l’aggravante dell’odio razziale.

In una apposita sezione del sito, finito nel mirino della magistratura, compare una sezione intitolata “Lista degli ebrei influenti in Italia”. Una pagina del sito, che, suddivisa per sezioni – in base ai contesti che vengono accostati ai personaggi inseriti nellalista – riporta nomi di imprenditori, intellettuali, giornalisti, personaggi dello spettacolo e professori universitari. Tra gli altri Radio Islam segnala “Vittorio Orefice, per anni cronista parlamentare di Rai Uno,Alain Elkann, ex genero di Gianni Agnelli, giornalista di Telemontecarlo, opinionista di Capital, docente di letteratura italiana alla Columbia University e consigliere dell’ex sottosegretario ai Beni Culturali on. Vittorio Sgarbi, Silvia Kramar, giornalista di Canale 5,Fiamma Nirenstein, esponente della destra sionista e collaboratrice de La Stampa, L’Indipendente, L’Europeo e Panorama, nonché responsabile dell’Istituto di Cultura Italiana in Israele, Gad Eitan Lerner, nato a Beirut, ex dirigente di Lotta Continua, giornalista di Rai Tre e, dal 1993 vicedirettore de La Stampa.

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Clemente J. Mimun, giornalista di Canale 5 poi direttore del telegiornale di Rai Due attualmente passato alla direzione di Rai Uno, Enrico Mentana, già giornalista di Rai Due poi direttore del telegiornale di Canale 5 e testimonial di alcuni spot a favore dell’8 per mille da devolvere alle Comunità Ebraiche, Paolo Mieli, Ex direttore Corriere della Sera, ora presidente di RCS Libri. Corrado Augias, giornalista di Repubblica, conduttore Rai Tre, parlamentare europeo con il PDS 1994-1999. Loris Gai, inviato al telegiornale di Rai Uno“. Gli accertamenti sul caso sono stati delegati alla polizia postale che, abreve potrebbe procedere all’oscuramento del portale.

Fonte: qui

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