“I terroristi del Daesh stanno già portando le armi chimiche in Europa”

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I militanti del Daesh hanno impiegato le armi chimiche in un attacco contro una base aerea siriana nella provincia di Deir ez-Zor. Su Radio Sputnik Yury Pochta, politologo e docente di Politologia dell’Università dell’Amizia dei Popoli, ha espresso l’opinione che i terroristi siano pronti ad usare queste armi in Europa.

I jihadisti dello “Stato Islamico” (Daesh) hanno attaccato una base aerea militare siriana nella provincia di Deir ez-Zor, ha riferito una fonte nell’esercito di Damasco.

“Il Daesh ha attaccato una base aerea militare nella provincia di Deir ez-Zor con granate contenenti sostanze tossiche. Gli uomini a difesa della base hanno segnalato tra i soldati casi di soffocamento,” — ha detto.

Questa non è la prima volta che i terroristi del Daesh utilizzano armi chimiche. Secondo l’esercito americano, l’anno scorso i fondamentalisti hanno usato gas velenosi nella provincia siriana di Aleppo e nella provincia irachena di Kirkuk. In precedenza il deputato turco Eren Erdem aveva denunciato che nel 2013 in Siria i jihadisti avevano ricevuto una partita di sarin dalla Turchia che sarebbe potuta essere utilizzata per effettuare un attacco chimico a Damasco e le autorità turche erano al corrente di questa consegna.

Secondo l’analista politico Yuri Pochta, il Daesh dispone di 2 fonti di approvvigionamento di armi chimiche.

“In primo luogo si tratta di consegne dall’estero: secondo il parlamentare turco, Ankara aveva mediato nella fornitura di gas sarin. In seconda battuta si tratta di produzione interna. I militanti del Daesh hanno laboratori sparsi in varie zone tra Iraq e Siria che attirano anche esperti provenienti dai Paesi arabi e dall’Europa per la fabbricazione di armi chimiche. Allo stesso tempo stanno già cominciando a consegnare componenti o sostanze già pronte per compiere attacchi chimici, biologici e persino radioattivi in Europa. Pertanto la situazione è molto seria”, — ha detto Yury Pochta su Radio Sputnik.

Durante la produzione di armi chimiche i terroristi del Daesh ricevono una certa assistenza da parte della Turchia.

“Il deputato turco ha mostrato una copia di un procedimento penale, dove c’erano centinaia di pagine. Erano state documentate dagli investigatori della Procura le consegne, le targhe delle macchine, le intercettazioni telefoniche, i nomi degli arrestati. Allora erano state arrestate 13 persone che trasportavano le armi. Ma dopo 10 giorni hanno licenziato il pubblico ministero e fatto sparire il materiale probatorio,” — ha rilevato il politologo.

Allo stesso tempo l’Occidente vede la presenza di armi chimiche tra i terroristi solo nei casi di comodo.

“Negli anni passati avevano concentrato l’attenzione in grossa parte come pretesto per distruggere il regime di Saddam Hussein: allora l’ambasciatore USA alle Nazioni Unite aveva agitato una provetta. Con lo stesso pretesto volevano intervenire in Siria. La Russia ha evitato questo scenario”, — ha detto Yury Pochta.

L’Europa, secondo l’analista, si aspetta che si risolva tutto senza intervenire.

“Per i terroristi più l’arma è distruttiva e maggiore è l’effetto psicologico per la popolazione, meglio è. Da questo punto di vista che vorrebbero usare armi chimiche, biologiche e radioattive non appena potranno. Dunque per loro vale la pena aspettare e le conseguenze saranno ovviamente molto gravi. Gli europei si rilassano, sperano che le concessioni al presidente turco Recep Erdogan e il flusso di profughi addolciscano tutto, e in qualche modo tutto si sistemi per il verso giusto senza intervenire. Ma non sarà così”, — conclude Yury Pochta.

Fonte: Sputnik