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Il capo dell’Aisi, Esposito, al Copasir: I terroristi colpiranno anche l’Italia dove e quando non si sa, ma lo faranno…

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Allerta massima da parte dell’intelligence italiana sul rischio attentati nel nostro paese. La preoccupazione per qualcosa che potrebbe accadere esiste. I segnali ci sarebbero, anche se non è possibile prevedere dove e quando l’evento potrebbe verificarsi. In vista del Giubileo, e non solo, sarebbero 1.200 i luoghi “attenzionati” in tutta Italia. Stretta anche sul monitoraggio del web che, al momento, ha portato all’identificazione di 20 profili di utenti finiti sotto strettissima sorveglianza. Controlli anche sui foreign fighters partiti dall’Italia per andare a combattere in Siria, che sono ormai diventati 90. Tra questi 18 risultano morti nei teatri di guerra. È il quadro che sarebbe stato fatto dal generale Arturo Esposito, a capo dell’Aisi, durante la sua audizione di ieri davanti al Copasir e nella quale ha esposto le misure di prevenzione messe in campo per fronteggiare la minaccia del terrorismo, anche in vista dell’apertura dell’Anno Santo voluto da Papa Francesco.

Gli 007, a seguito degli attentati di Parigi, stanno portando avanti un monitoraggio serrato che non tralascia nulla. L’attività di controllo e prevenzione messa in piedi dai servizi italiani, secondo Esposito può essere definita di «attenzione altissima» perché, anche se «in questo momento non ci sono situazioni di pericolo imminente» la situazione va monitorata «continuamente». L’intelligence, dunque, non escluderebbe l’ipotesi di un attacco terroristico. Del resto, più volte è stato ripetuto che nessun paese è a rischio zero. L’Italia, però, da martedì prossimo in poi sarà meta dei pellegrini che vorranno partecipare al Giubileo. Un evento che, già dal suo annuncio, ha portato all’innalzamento dell’allerta su tutto il territorio nazionale.

SALAH IN ITALIA: Il capo dell’Aisi, nella sua relazione ha anche fatto un passaggio su Salah Abdeslam, il terrorista ricercato per gli attentati di Parigi del 13 novembre scorso. Esposito avrebbe confermato gli spostamenti sul territorio italiano tra il primo e il 5 agosto scorsi, sottolineando però che non avrebbe avuto contatti con altre persone, né durante il viaggio di andata che lo ha portato a Bari, da dove si è imbarcato per la Grecia per arrivare in Siria, né al suo ritorno, quando ha attraversato il nostro paese per tornare in Belgio. La ricostruzione del suo passaggio sarebbe stata fatta attraverso l’analisi di documenti e carte di credito usate dal terrorista.

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1.200 LUOGHI SOTTO CONTROLLO: Chiese, stazioni ferroviarie, monumenti ma anche porti, teatri e luoghi di aggregazione. La lista degli obiettivi sensibili individuati dall’intelligence è lunga. A Roma il Vaticano sarà blindato, così come le altre sei Basiliche che fanno parte del percorso dei pellegrini durante il Giubileo. Massima attenzione è rivolta anche al Colosseo, il Circo Massimo e la Fontana di Trevi. A Pisa, invece, il presidio è intorno alla Torre, mentre a Milano sotto la lente d’ingrandimento ci sono il Duomo e il teatro alla Scala. Altri obiettivi, però, sono stati individuati da nord a sud, con particolare riguardo per tutti quei luoghi che potrebbero diventare un bersaglio appetibile per i terroristi, come la tomba di Dante nella Basilica di San Francesco a Ravenna.

I PROFILI DEI JIHADISTI MONITORATI SUL WEB: Con l’avvento dello Stato islamico la strategia del terrore si è spostata in Rete. Da oltre un anno, infatti, i seguaci del Califfato utilizzano social network e siti per mandare messaggi con minacce all’Occidente, pubblicare video e foto con le “gesta” dei mujhaeddin (quasi sempre decapitazioni, fucilazioni e atrocità varie), nonché la divulgazione di manuali e testi con ogni sorta di materiale che inneggia al jihad. Proprio all’interno del web, anche quello più profondo, gli 007 italiani hanno messo sotto stretta osservazione 20 profili «inquietanti» legati all’Isis. Un’attività che ha portato già alcuni arresti ed espulsioni. Gli ultimi sono quelli avvenuti martedì scorso tra Brescia e il Kosovo, dove quattro persone sono state scovate in Rete. Gli inquirenti hanno trovato un gruppo su Facebook, “Con te o senza di te il califfato è tornato”, da dove Samet Imishti, l’unico arrestato in Kosovo, faceva con altri propaganda a favore dell’Isis.

FOREIGN FIGHTERS: Sarebbe arrivato a 90 il numero di combattenti partiti dall’Italia e diretti nei territori dell’Is. Da febbraio scorso, quando Il Tempo pubblicò la lista completa con 51 nomi, altri ancora hanno deciso di “arruolarsi”. Attualmente, secondo le informazioni che sarebbero in possesso dell’Aisi, 18 dei 90 sarebbero morti in battaglia. La maggior parte sono immigrati che si sono mossi dal nostro Paese, o che in qualche modo risultano legati, e che avrebbero deciso di arruolarsi tra le fila dello Stato islamico. Tra i convertiti italiani che sono andati in Siria continuano a spiccare i nomi di Maria Giulia Sergio e Giuliano Delnevo. Tra gli stranieri partiti dall’Italia c’è anche Anas El Abboubi, noto come il rapper Mc Khalifh, marocchino residente in provincia di Brescia da settembre 2013 in Siria.

TERRORISTA FERMATO A CASSINO: Intanto, ieri sera un uomo è stato fermato a Cassino. È stato arrestato dagli agenti del commissariato di Cassino e da quelli della Digos di Frosinone. Pare che sia una sorta di fiancheggiatore che avrebbe procurato documenti falsi ai jihadisti.

Fonte: Qui

 

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