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Il Cremlino annuncia “misure pesanti” contro la Turchia

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La Russia è pronta a tagliare i progetti comuni di business e a porre fine alla cooperazione militare con la Turchia a seguito dell’abbattimento del caccia-bombardiere Su-24 dell’Aviazione russa nei cieli della Siria. Lo scrive il giornale russo “Kommersant”, citando fonti di alto rango nelle autorità.

L’interlocutore del giornale nel Cremlino ha dichiarato che le decisioni nei riguardi di Ankara saranno “dure” e avranno un serio impatto sulle relazioni russo-turche in molti settori.

In particolare “Gazprom” valuterà se continuare o meno il progetto sul gasdotto “Turkish Stream”.

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Inoltre potrebbe ritrovarsi a rischio il più grande affare energetico tra i due Paesi: la costruzione da parte della società russa “Rosatom” della prima centrale nucleare turca ad Akkuyu. Il valore del progetto è stimato in 22 miliardi di dollari, rendendolo di fatto il più grande nel portafoglio della società statale russa.

A sua volta la Turchia, come osserva il giornale, potrebbe limitare il passaggio delle navi russe attraverso il Bosforo e lo Stretto dei Dardanelli, in particolare dei mezzi impiegati per le forniture di materiali alla base aerea russa di Hmeymim in Siria.

Tuttavia, secondo la Convenzione di Montreux del 1936 che regola il traffico navale in questa parte di mare, Ankara ha diritto ad introdurre limitazioni solo se minacciata dalla guerra. Tuttavia anche in questo deve essere salvaguardata la libertà della navigazione mercantile, anche se con alcune limitazioni. Il divieto totale potrebbe essere introdotto da Ankara solo se la Turchia stessa entrerà in guerra.

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