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Il dem Chaouki: per fermare l’immigrazione clandestina si deve depenalizzare il reato

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“La parola ‘depenalizzazione’ spesso impressiona e viene usata con accezione dispregiativa dalla propaganda populista, ma, se stiamo al merito dei fatti concreti, ‘depenalizzare’ taluni reati contribuisce a migliorare la nostra sicurezza e a contrastare la criminalità. È quanto avviene nel caso dei migranti”. Lo scrivono sull’Unità in una lettera congiunta i parlamentari dem di rito orfiniano Francesco Verducci e Khalid Chaouki entrando nel merito del dibattito in corso sulla volontà del governo Renzi di abolire il reato di immigrazione clandestina introdotto con la legge Bossi-Fini che sarebbe addirittura di ostacolo alla cattura degli scafisti.

Secondo il loro ragionamento “la depenalizzazione consentirebbe invece ai migranti di testimoniare contro gli scafisti, cosa che oggi è preclusa loro essendo – di fatto – imputati” e consentirebbe un’espulsione più rapida per via amministrativa senza la necessità di attendere la conclusione di un processo penale. Per questo motivo i due parlamentari spingono perché il governo approvi i provvedimenti proposti dal ministro Andrea Orlando (altro orfiniano) dando seguito alla legge delega voluta dal Parlamento che poi dovrà riscrivere il reato di immigrazione clandestina. E una volta in Parlamento è lecito chiedersi se la maggioranza cercherà un’intesa con Angelino Alfano,che si è già detto contrario adepenalizzare il reato, oppure, come nel caso delle unioni civili, si avvarrà nuovamente della sponda dei Cinquestelle e della sinistra per fare una legge ancor più permessiva? Sta di fatto che il combinato disposto della legge sullo ius soli e della depenalizzazione del reato di immigrazione clandestina, unito al fallimento del piano di ricollocazione europea dei migranti, in un contesto internazionale come quello attuale, renderebbe la situazione ancora più incandescente.

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Considerazioni che però non fanno breccia al duo Chaouki-Verducci secondo cui l’introduzione del reato fu una “bandierina ideologica” ha prodotto solo effetti negativi: “uffici dei tribunali intasati, Cie affollati di immigrati irregolari, procedura di rimpatrio più complessa”. Infine non “si può considerare “criminale il migrante irregolare quando dietro l’irregolarità si nasconde, spesso, la realtà del caporalato e della schiavitù lavorativa messa in piedi dalle mafie. Ripensare il reato di immigrazione clandestina – concludono i due esponenti dem – significa anche questo: aiutare un immigrato irregolare ad emergere, a denunciare gli aguzzini, a guadagnarsi lo status di uomo libero”.

Fonte: qui

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