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Il grande imam dell’università islamica non condanna l’Isis…

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La foglia di fico sapientemente utilizzata da imam e islamici «moderati» in Italia è che i terroristi delle bandiere nere «non sono musulmani».I nostri ministri su suggerimento di quello degli Esteri, Paolo Gentiloni, utilizzano l’acronimo Daesh, quando parlano di Califfato «per evitare di chiamarlo Stato islamico perché a fronteggiarsi sono anche due visioni dell’Islam e noi dobbiamo evitare di mettere tutti nello stesso sacco, spiega il responsabile della Farnesina.Peccato che ieri sia arrivata la doccia fredda del grande imam dell’università islamica di Al Azhar a il Cairo, tempio della dottrina musulmana sunnita nel mondo.

Ahmed al Tayeb ha candidamente spiegato che i tagliagole del Califfo «non sono miscredenti». Al quotidiano egiziano, al Masry al Youm, ha dichiarato che «non può lanciare anatemi di miscredenza su nessuno, nemmeno su Daesh (lo Stato islamico)». Questo significa che i terroristi, anche se sbagliano, sono e rimangono musulmani a differenza della litania ripetuta in Italia. Il teologo ha ulteriormente spiegato che «è in corso un dibattito tra le scuole giuridiche islamiche circa la possibilità di dare del miscredente a chi compie peccati gravi. Noi non possiamo dire che sono usciti dalla fede». Esattamente il contrario della facile tesi propagandata nelle manifestazioni, poco numerose, della comunità islamica italiana contro il terrorismo. Il Daesh non è Islam e ancora “il terrorismo non rappresenta l’Islam. Si sta strumentalizzando questa religione per scopi politici veniva ribadito in piazza a Roma e Milano. Alla domanda specifica se i terroristi sono musulmani la risposta era univoca: Assolutamente no. Adesso il faro spirituale dell’Islam sunnita li smentisce, ma passerà non a caso sotto silenzio.

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La comunità musulmana ed i grandi media preferiscono lanciare il rassicurante messaggio non sono musulmani e quindi non hanno a che fare in alcun caso con gli islamici d’Italia, che vivono nella porta accanto.Il grande imam del Cairo ha aggiunto comunque una condanna riferendosi ai miliziani del Califfo: Possiamo certamente dire che stanno portando la corruzione sulla Terra e che pagheranno nell’ aldilà per i peccati che commettono, ma io non posso definirli miscredenti.A questo punto bisognerebbe spiegarlo ai ministri del nostro governo ed agli imam e musulmani di casa nostra che sostengono: Non lo chiamate Stato Islamico. Sono delinquenti.In tv ha fatto scalpore la letterina in italiano scritta a mano di una ragazzina bosniaca, che citando il Corano sosteneva senza dubbi sono terroristi non musulmani.Pochi hanno sostenuto il contrario. Uno di questi è Shadi Hamid, ricercatore del Centro per la politica mediorientale della Brookings Institution negli Usa. Sul Washington Post ha scritto: “Un’enorme maggioranza dei musulmani si oppone all’Isis e alla sua ideologia.

Ma questo non significa che l’Isis non abbia nulla a che fare con l’islam, quando è invece evidente che l’islam ha in effetti qualcosa a che fare con l’Isis”.Dal Cairo è caduta la maschera nonostante lo stesso premier inglese David Cameron, dopo lo sgozzamento di un cittadino britannico in Siria avesse sostenuto che i tagliagole “non sono musulmani ma mostri”. Nessuno, però, ha ridotto in piazza a coriandoli la bandiera nera dello Stato islamico, che riporta la professione di fede di ogni musulmano ovvero che Allah è il solo Dio e Maometto il suo Profeta.F.Bil.

Fonte: Qui

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