Il Sud con Salvini

Il parco Fallaci? No, grazie. Offende i musulmani

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Intitolare un parco pubblico a Oriana Fallaci? Forse si, ma solo se non si tiene conto di certe sue considerazioni sul mondo islamico.

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È più o meno questa la considerazione che deve aver fatto Giuseppe Foresti, sindaco di Arcene – piccolo comune in provincia di Bergamo – quando ha saputo che la Lega Nord ha intenzione di chiedere l’intitolazione di un’area cittadina alla scrittrice di origini fiorentine. Perché se un «no» secco poteva sembrare eccessivo e soprattutto difficile da giustificare, dire «sì», per il primo cittadino, può comportare delle ricadute anti islamiche pericolose e difficili da gestire. La mozione sarà presentata nel prossimo consiglio comunale ma fa già discutere e divide gli abitanti di Arcene. Per l’Amministrazione prendere una decisione non sarà facile, tra politicamente corretto e timori di suscitare le ire del mondo islamico o soffiare sul fuoco dell’insofferenza. La strategia dl primo cittadino sembra quella di prender tempo, di rinviare il più possibile una decisione che, qualsiasi sarà, provocherà comunque discussioni e mal di pancia. La Lega Nord chiede di intitolare il parco pubblico di via Papa Giovanni XXIII a Oriana Fallaci «paladina della libertà e della democrazia». Ed è proprio su questo essere paladina di certi valori che il sindaco Foresti storce il naso e, da bravo mediatore, mette le mani avanti, spiegando che da parte della maggioranza «Insieme per Arcene», lista civica che strizza l’occhio al centrosinistra, non ci sarà una chiusura verso la richiesta del Carroccio «purché – sottolinea il sindaco – l’intitolazione riguardi la Fallaci giornalista e scrittrice». Parole che sembrerebbero scontate, visto che l’autrice di «Lettera a un bambino mai nato», è stata giornalista e scrittrice, ma che assumono un significato particolare nel momento in cui evidenziano l’intenzione di «scartare» il pensiero e le convinzioni presenti negli scritti dell’ultimo periodo. Il sindaco, quindi, vorrebbe intitolare un’area pubblica solo all’Oriana Fallaci del periodo precedente a «La rabbia e l’orgoglio», che le è valso, dai suoi detrattori, l’accusa di alimentare un pericoloso sentimento anti islamico. I leghisti nella loro mozione scrivono: «La grande giornalista e scrittrice con grande acume e lucidità, fu tra le poche voci dissonanti nel panorama dell’informazione e della cultura che cercarono di descrivere, in maniera realistica, la grave minaccia che il fanatismo integralista avrebbe comportato per le società occidentali». E poi ancora: «Gli articoli e gli scritti di Oriana Fallaci testimoniano, in maniera certa, la profonda aderenza alla realtà e la grande lungimiranza della scrittrice». Parole non condivise dal sindaco che ha però sottolineato di riconoscere «alla Fallaci indiscutibili meriti da giornalista e scrittrice».

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