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Il terrorismo islamico nel mondo

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Considerato il gruppo terroristico più ricco della storia, prevalentemente grazie alla vendita di petrolio ed esseri umani, lo Stato Islamico controlla ampi territori in Siria e in Irak.

Ma oltre all’ISIS sono tantissime le organizzazioni armate che insanguinano il mondo nel nome dell’Islam.

In Siria, il Fronte al-Nusra, gruppo fedele ad al-Qaeda, conta circa dieci mila miliziani. L’organizzazione è comandata da Abu Muhammad al-Golani – un veterano della guerra in Irak – e ha fatto la sua prima apparizione all’inizio del 2012, quando si è resa responsabile di alcuni attentati nella capitale del Paese. Un’altra formazione attiva è Ahrar al-Sham. Il suo leader, Hassan Aboud, è stato ucciso nel settembre scorso in un attentato. L’obiettivo dell’organizzazione, che in passato ha collaborato con alcuni gruppi ribelli considerati “moderati”, è quello di stabilire la legge della sharia in Siria.

Nella Libia del dopo Gheddafi è attivo Ansar al-Sharia, anche questo gruppo salafita, come altre organizzazioni terroristiche, punta all’applicazione della sharia nel Paese. Le prime azioni del gruppo, attivo prevalentemente a Bengasi, risalgono al 2011. Molto probabilmente Ansar al-Sharia, è responsabile dell’attacco al consolato statunitense che ha provocato la morte dell’ambasciatore Christopher Stevens. Nel caos del Paese sarebbero almeno dieci le organizzazioni terroristiche attive collegate ad Abu Bakr al-Baghdadi, numero uno dei tagliagole dello Stato Islamico.

In Afghanistan ci sono i talebani. In seguito al ritiro delle truppe sovietiche, tra il 1995 e il 1996, hanno conquistato il potere. Fino al 2001 riconosciuti come legittimi governatori del Paese dell’oppio, sono stati rovesciati dall’intervento degli Stati Uniti. I talebani sono attivissimi ancora oggi anche nelle regioni settentrionali del Pakistan.

Nel sud delle Filippine sono presenti numerose organizzazioni radicali. Il gruppo più attivo e violento è Abu Sayyaf Group fondato alla fine degli anni ottanta da Abdurajik Janjalani. L’organizzazione, che è stata da sempre vicino ad al-Qaeda, nell’ultimo periodo sembra aver avuto stretti rapporti con l’Isis. Il loro scopo sarebbe quello di creare uno Stato islamico indipendente basato sulla legge della sharia nella regione del Mindanao. Questa formazione, che è stata inserita dagli Stati Uniti nella lista nera dei gruppi terroristi, ha stretti legami anche con Jemaah Islamiyah, un’organizzazione panasiatica fondata nei primi anni novanta. E’ responsabile di sanguinosi attentati in Indonesia. Nel Natale appena passato 14 cristiani sono stati uccisi in attacchi armati condotti dai ribelli musulmani. Secondo quanto riferito dalla polizia locale sarebbero stati i miliziani del Bangsamoro Islamic Freedom Fighters, un gruppo fuoriuscito dalMoro Islamic Liberation Front.

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Gli attentati nelle tre provincie ribelli del sud della Thailandia hanno causato oltre seimila vittime dal 2004 ad oggi. Le organizzazioni islamiste più attive sono il Patani United Liberation Organization nato nel 1968 e lo United Front for the Independence of Patani, conosciuto anche con il nome Bersatu. Alcune chiedono l’indipendenza dalla Thailandia, altre l’annessione alla Malesia. Le loro azioni, fino ad ora, non si sono mai spostate dalle remote zone del sud del Paese. Nell’agosto scorso Awang Jabal, leader di Mara Patani, una sigla nata nell’ottobre del 2014 che racchiude sei gruppi separatisti musulmani, ha chiesto di riaprire i negoziati di pace con il governo. Ma Awang Jabal non può parlare a nome di tutti i gruppi armati presenti nell’area. E così le violenze non sono ancora cessate.

In Egitto il gruppo terroristico più attivo è Ansar Bayt al-Maqdis, chiamato anche Ansar Jerusalem. Il suo obiettivo è quello di creare uno califfato islamico nella penisola del Sinai. Nel 2014 si è reso responsabile di numerosi attacchi contro le forze governative. Alcune fonti indicano il gruppo armato legato allo Stato Islamico. Ma Ansar Bayt al-Maqdis ufficialmente è collegato ad al-Qaeda.

In Nigeria dal 2002 è attivo il gruppo terroristico Boko Haram. Capeggiato da Abubakar Shekau – dopo la morte del fondatore Mohammed Yusuf – conta circa nove mila miliziani. L’organizzazione, che auspica la creazione di uno Stato islamico, si è resa responsabile di numerosi azioni criminali, soprattutto contro i cristiani del sud del Paese.

Ad insanguinare la Somalia e altri Paesi africani è il gruppo islamico al-Shabab. Cellula somala di al-Qaeda, secondo la Bbc, conta circa otto mila uomini armati. Il leader storico, Ahmed Abdi Godane, è stato ucciso il 2 settembre scorso dopo un attacco fatto dagli Stati Uniti. Uno degli obiettivi primari di al-Shabab è l’istituzione della sharia nella regione.

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