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IL VIDEO CHOC DELLA RAGAZZA LAPIDATA A KABUL. Era accusata di aver dato fuoco a un Corano

Ha fatto la fine di una strega ma è ormai considerata una martire: Farkhunda Malikzada, la ragazza afghana di 27 anni linciata da una folla a Kabul lo scorso marzo, perché accusata ingiustamente di aver bruciato un Corano torna al centro di un’inchiesta del New York Times che ha diffuso online un video molto forte che mostra alcuni momenti dell’uccisione della ragazza. L’inchiesta ricostruisce la storia di Malikzada che è stata picchiata a morte e il suo corpo trascinato da una macchina, lapidato e poi bruciato. Il video ricostruisce le circostanze della morte.

Farkhunda era musulmana, studiava diritto islamico e lavorava come maestra volontaria. Il 19 marzo si era recata al santuario di Shah-Do Shamshira, nel centro di Kabul, perché durante una sua visita alcune settimane prima aveva visto un indovino vendere degli amuleti “magici” ad alcune donne. Quel giorno, racconta il New York Times, ha predicato per ore nel cortile del santuario denunciando i traffici di finti amuleti e invitando i fedeli a pregare altrove. Shahla Farid, un membro della commissione che il governo afghano ha creato per occuparsi dell’uccisione di Malikzada, ha raccontato che a quel punto Malikzada potrebbe aver raccolto alcuni di quegli amuleti e averli bruciati dentro a un cestino. La dinamica del fatto non è ancora chiarissima, anche se una successiva indagine del Ministero afghano per gli Affari Religiosi ha chiarito che non esiste alcuna prova che Malikzada abbia bruciato una copia del Corano, come è stato sostenuto da molte persone sul posto.

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Accuse costruite In compenso il custode del santuario avrebbe aggiunto alle ceneri dei pezzi bruciacchiati di un vecchio Corano e mostrato tutto alla gente fuori dalla moschea, per provare che Malikzada aveva bruciato il Corano. A quel punto i fedeli hanno cominciato a insultarla e a picchiarla. La scena, mostrata chiaramente dal video del New York Times, mostra decine di uomini tirare calci, pugni e bastonate a Malikzada. A un certo punto viene mostrato l’intervento di alcuni poliziotti che aiutano la ragazza a salire sul tetto di un edificio vicino, per proteggersi dalla folla: si vede però Malikzada perdere l’equilibrio, cadere e venire ripresa dalla folla. Le immagini mostrano i poliziotti restare sul tetto e assistere senza reagire al pestaggio di Malikzada. Dopo averla uccisa di botte, alcuni uomini hanno portato il suo corpo per strada e lo hanno fatto trascinare da un’automobile per circa 100 metri. Poco dopo lo hanno portato su una riva del fiume, dove lo hanno colpito con le pietre e gli hanno dato fuoco.

Le condanne dopo la morte Pochi giorni dopo la morte di Malikzada, duecento donne hanno protestato a Kabul contro quello che era successo. Nei mesi successivi diversi attivisti hanno criticato duramente il governo, la polizia e il sistema giudiziario afghano per la gestione del caso. La famiglia di Malikzada ha dovuto lasciare l’Afghanistan per paura di rappresaglie nei propri confronti. Oltre ai 12 condannati nel processo principale, 11 poliziotti sono stati condannati a un anno di carcere per non aver difeso a sufficienza Malikzada dalla folla..

ATTENZIONE VIDEO ESPLICITO

Fonte: Qui

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