Una rivolta senza precedenti. Lunedì sera, quattro immigrati tunisini detenuti al carcere di Canton Monbello a Brescia hanno incendiato una cella, si sono armati di lamette e hanno minacciato di far esplodere una bombola a gas.

La situazione, denunciata dalla CGIL di Brescia, è stata riportata alla normalità grazie alla professionalità degli agenti. Ma si sono vissuti momenti di tensione e panico. Che sarebbero potuti anche sfociare in qualcosa di ben più grave.

I fatti

Nella serata di lunedì, uno dei tunisini si è barricato in cella dando fuoco ad alcuni oggetti presenti nall’interno. Gli altri tre, invece, nello stesso momento si sono armati con alcune lamette e hanno minacciato di far esplodere una bombola di gas. “Attimi di terrore”, dicono dal sindacato della polizia penitenziaria. “Trambusto, fuoco, fumo, grida di allarme tra tutti i detenuti che temevano che l’incendio si propagasse in tutto l’Istituto, quindi, innescando una reazione a catena tra tutti i ristretti”, spiega in una nota il sindacato.

Solo l’intervento tempestivo delle forze di polizia ha fatto rientrare la rivolta dei tunusini. Ma la situazione al carcere di Canton Mombello continua a preoccupare. Da tempo sono molti quelli che si lamentano della gestione del centro di detenzione. A Mombello il 70% dei detenuti è straniero e gli eventi di tensione si moltiplicano. “È una situazione, ormai, ingestibile – si legge nella nota – sotto i profili della sicurezza, dell’ordine e della disciplina, non vengono intrapresi seri provvedimenti disciplinari nei confronti di quei detenuti facinorosi e responsabili dei disordini”.

I quattro tunisini, che si erano resi protagonisti di episodi simili anche in altre carceri, sono già stati trasferiti. Intanto Matteo Salvini non ha mancato di commentare l’accaduto: “Lunedì quattro detenuti extracomunitari hanno messo a ferro e a fuoco il carcere di Brescia, incendiando materassi e lenzuola, e aggredendo i poliziotti in servizio. Questi immigrati hanno rotto i coglioni, fuori!”.

Measure
Measure