Il Sud con Salvini

IMMIGRATI IN RIVOLTA – Vogliamo la colf

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Ceranova (Pavia) – Da profughi a ospiti nel villone appena scesi dal barcone e adesso ti rovesciano i cassonetti per strada in protesta perchè non gli dai anche la donna di servizio.

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Questo è quanto sta accadendo a Ceranova, ridente borgo alle porte di Pavia. Ridente, per la verità, fino a quando un esercito di profughi non si è riversato per la strada principale del paese chiedendo che, dopo la bifamiliare signorile di via San Rocco, gli venisse inviata anche la donna delle pulizie: «Già – parole loro – perchè mica di un bilocale pulibile in quattro e quattr’otto si tratta». É luglio 2015 quando 24 africani arrivano, inviati in un accordo onlus-prefettura, nella villa che un imprenditore ha costruito per la famiglia ma inutilizzata. Maria (nome di fantasia di una vicina di casa) li vede a ogni ora del giorno e della notte accampati senza far niente nel giardino. «Baldi e giovani – dice -: vere e proprie braccia rubate all’agricoltura. Altro che la donna di servizio». E invece è proprio per questo che, nelle scorse ore, scendono in strada. Sono le 23. Il sindaco sobbalza sulla poltrona di casa quando trilla, insistente, il telefono. A chiamarlo sono cittadini che gli urlano che in paese si è sotto rivolta. Alessandro Grieco al Giornale spiega: «Mi sono precipitato fuori da casa con quello che avevo addosso, senza nemmeno preoccuparmi di cambiarmi». Nel frattempo arrivano anche i carabinieri. Sono momenti di puro terrore. I profughi minacciano di tutto, anche di dar fuoco ai cassonetti che stanno rovesciando nella centralissima via Marconi. Per diversi minuti si teme lo scontro con i residenti. É il sindaco a prendere la parola e, a fatica, a mandare a casa tutti. I carabinieri fermano, e si sa che verrà espulso, il capo della rivolta: un cittadino del Mali 25enne che solo solo grazie al sindaco e ai carabinieri non ha scatenato di peggio. «Credo non ci sia quasi bisogno di commentare – dice chiaro Alessandero Cattaneo, nel direttivo provinciale pavese di Forza Italia e ex sindaco di Pavia – Quando ogni giorno dobbiamo sostenere una situazione sociale difficilissima tra anziani da aiutare, padri separati che non hanno più nemmeno un tetto e molto altro, tutto questo è incredibile. Certamente ora Forza Italia vorrà un’interpellanza per il comune di Ceranova». Di «fatto clamoroso» parla Matteo Mognaschi, Lega Nord Pavia mentre Massimo Codari, nel direttivo di Forza italia del vicino lodigiano sentenzia: «Abbiamo perso il senso della misura. Chi se le può più permettere, tra gli italiani, le donne di servizio. E noi dovremmo assicurarle ai profughi?». Ora la questione è approdata in prefettura mentre il sindaco di Ceranova assicura: «Questi profughi sono arrivati qui senza interpellarci. Facciano quello che vogliono fin che rimangono nel loro giardino. Ma se mettono solo un piede sulla strada, allora siamo in territorio comunale. E o si comportano al meglio o mi muovo io». A maggio 2015 i profughi dichiarati, in provincia di Pavia, erano 450. A oggi superano le 1000 presenze. E il loro numero è in costante aumento.

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