IMMIGRATI IN RIVOLTA PERCHE’ VOGLIONO LA COLF

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Il Tutto è successo nella zona di Pavia. Una città tranquilla e sorridente.

Tranquilla fino a quando un esercito di profughi non si è riversato per la strada principale del paese chiedendo che, dopo la bifamiliare signorile di via San Rocco, gli venisse inviata anche la donna delle pulizie: «Già – parole loro – perchè mica di un bilocale pulibile in quattro e quattr’otto si tratta».

24 africani arrivano, inviati in un accordo onlus-prefettura, nella villa che un imprenditore ha costruito per la famiglia ma inutilizzata. Maria (nome di fantasia di una vicina di casa) li vede a ogni ora del giorno e della notte accampati senza far niente nel giardino. «Baldi e giovani – dice -: vere e proprie braccia rubate all’agricoltura. Altro che la donna di servizio».

Invece, proprio per questo scendono a manifestare per le strade. I cittadini del posto avvisano il sindaco e gli agenti di polizia perché per le strade c’è rivolta.

Momenti di puro terrore. I profughi minacciano di tutto, anche di dar fuoco ai cassonetti che stanno rovesciando nella centralissima via Marconi.

I carabinieri riescono con forza, a fermare la manifestazione bloccando il capo della rivolta. Si tratta un cittadino del Mali 25enne che solo grazie al sindaco e ai carabinieri non ha scatenato di peggio.

«Credo non ci sia quasi bisogno di commentare – dice chiaro Alessandero Cattaneo, nel direttivo provinciale pavese di Forza Italia e ex sindaco di Pavia.

Quando ogni giorno dobbiamo sostenere una situazione sociale difficilissima tra anziani da aiutare, padri separati che non hanno più nemmeno un tetto e molto altro, tutto questo è incredibile.

Di «fatto clamoroso» parla Matteo Mognaschi, Lega Nord Pavia mentre Massimo Codari, nel direttivo di Forza italia del vicino lodigiano sentenzia: «Abbiamo perso il senso della misura. Chi se le può più permettere, tra gli italiani, le donne di servizio. E noi dovremmo assicurarle ai profughi?».

Fonte: il giornale