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Immigrazione, i camionisti britannici hanno paura: “A Calais serve l’esercito francese”

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(afp) – Sulla sponda francese della Manica i traghetti viaggiano regolarmente dopo l’interruzione di sabato per la presenza a bordo di una cinquantina di irregolari. Ma il sindacato dei camionisti della Gran Bretagna avverte: “E’ solo questione di tempo prima che qualcuno di noi venga ucciso”

LONDRA – Mentre l’Europa si interroga sul destino del Trattato di Schengen, la più concreta espressione comunitaria perché annulla le frontiere interne dell’Unione, dopo i disordini di sabato a Calais, con le corse dei traghetti per Gran Bretagna interrotte per un paio d’ore a causa della presenza a bordo di circa 50 migranti irregolari riusciti a violare i controlli di sicurezza, i trasportatori del Regno Unito chiedono che l’esercito francese sia dispiegato attorno ai campi profughi sul lato francese della Manica. Ma la richiesta di aiuto al governo francese giunge anche dalla sindaca di Calais, per una situazione ormai fuori controllo per la quale chiede uno statuto particolare per la città portuale, dove l’emergenza migranti ha fatto crollare del 50% il giro d’affari dei commercianti.

Parlando con la Bbc, Richard Burnett, direttore esecutivo della Road Haulage Association, la principale associazione di categoria degli autotrasportatori britannici, ha chiesto chiaramente “un’azione decisa: è solo una questione di tempo prima che le nostre peggiori paure diventino realtà e un qualche autotrasportatore diretto verso il Regno Unito venga ucciso”. A preoccupare il settore è la mancanza di sicurezza, dopo che nei mesi scorsi diversi migranti sono saliti di nascosto sui camion e i furgoni diretti verso la costa inglese, per poi essere spesso scoperti durante i controlli sul lato britannico.

Intanto, dopo che ieri il leader del Labour Jeremy Corbyn ha visitato “The Jungle”, il più grande campo profughi di Calais dove risiedono più di 3mila persone e dove donne e bambini sono stati sistemati dentro container per proteggerli dal freddo, dai trasportatori britannici è arrivata anche una richiesta piuttosto inconsueta per il panorama britannico: “Ormai è giunto il tempo – ha continuato Burnett – che le autorità capiscano e rispondano alle nostre richieste relative all’invio dell’esercito francese per rendere più sicuro il porto e le strade di avvicinamento”.

Le richieste delle imprese sono state subito appoggiate anche da diversi parlamentari conservatori, come Damian Collins, deputato per il seggio di Folkestone e Hythe. Oggi i servizi dei traghetti P&O Ferries sono regolari, anche se l’allerta rimane alta soprattutto per il rischio di manifestazioni e di proteste. Nell’agosto del 2015 Francia e Regno Unito avevano firmato un accordo per la presa in carico del problema e per la gestione in tandem della crisi, patto che tuttavia non sembra aver avuto finora grandi risvolti pratici.
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