IMMIGRAZIONE – A maggio 10 mila richieste d’asilo. Ma sei su 10 vengono respinte

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Il ministero degli Interni ha comunicato i numeri dell’immigrazione in Italia. Solo a maggio ci sono state 10 mila richieste d’asilo. Quasi tutte respinte

Richieste d’asilo, arrivano i numeri del Ministero degli Interni: solo nel mese di maggio ne sono arrivate quasi diecimila e la maggior parte, che rappresentano ben il 63% del totale, sono state rifiutate.

I dati del Viminale delineano il fenomeno dell’immigrazione in Italia e parlano di 9.320 richieste presentate a maggio 2016, numero in aumento (del 15%) rispetto a quante ne erano state presentate ad aprile (8.121). La stragrande maggioranza (7.864) è stata inoltrata da uomini. Le donne rimangono, in proporzione, pochissime (appena 1.456). Un rapporto che è pressoché identico rispetto a quello registrato nel mese precedente e, più in generale, rispetto al trend dal 2014 ad oggi.

I minori registrati tra i richiedenti asilo a maggio sono stati complessivamente 871 di cui 396 non accompagnati. Rispetto al mese precedente ci sono 112 ragazzini in più rispetto ad aprile, che fece registrare 759 minorenni sbarcati in Italia, 332 dei quali “non accompagnati”.

I flussi registrati nell’ultima “slide” pubblicata dal Viminale non smentiscono l’andamento generale degli ultimi tempi: a fare la parte del leone sono i cittadini nigeriani (solo a maggio ne sono arrivati 1.384) e pakistani (1.383 nello stesso mese). Impennata, nel trend, degli arrivi di immigrati in fuga dall’Eritrea. Sono stati 690 rispetto ai 248 del mese precedente con un aumento che il ministero ha calcolato nel 178%. Rilevanti gli sbarchi dal Gambia (633 persone) e dalla Costa d’Avorio (650 arrivi).

Di rifugiati riconosciuti effettivamente come tali ce ne sono pochi: appena 511 (6%) del totale. Sono state accolte, però, 1.219 richieste di protezione sussidiaria (rilasciata a coloro che non possono essere considerati perseguitati secondo la definizione della Convenzione di Ginevra ma che si ritiene possano subire danni gravi, condanna a morte, torture o attentati nel caso di rientro in patria) e ne sono state accolte 1.603 per soggiorno umanitario (che viene riconosciuto qualora “ricorrano seri motivi, in particolare di carattere umanitario o risultanti da obblighi costituzionali o internazionali dello Stato italiano” e che può essere rilasciato anche nel caso in cui il richiedente non abbia i mezzi per rientrare nel Paese d’origine).

Sono state rifiutate, invece, ben 5.729 richieste. Che si vanno a unire con le quasi 5mila rigettate tra le pratiche esaminate nel mese di aprile.

Il Giornale