Insegnanti uccisi, studenti rapiti: la guerra di Boko Haram all’istruzione

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epa03889896 Nigerian students from Jos Polytechnic study under a tree in Jos, Nigeria, 30 September 2013. Fifty Nigerian students at the College of Agriculture in Yobe state were shot dead as they slept in their dormitory in an attack 29 Septmeber 2013 peretrated by alleged Islamist gunmen in north-eastern Nigeria. A government report indicated military would work to increase protection in schools and colleges following the continued spate of attacks in northern Nigeria which is under a state of emergency amid an Islamist insurgency by the militant group Boko Haram. EPA/Ruth McDowall

Mentre l’eco dei massacri in Nigeria targati Boko Haram deflagra costantemente nell’aria, sul campo si contano i danni. E i sopravvissuti provano a curare le ferite che, a vario titolo, sono state inferte alla popolazione civile. E allora, per esempio, i riflettori internazionali provano a concentrarsi sull’impatto devastante delle azioni terroristiche sull’istruzione: un impatto che, prendendo in esame gli ultimi anni che vanno dal 2009 al 2015, mette in evidenza cifre tragiche che denunciano circa un milione di bambini privati dell’accesso allo studio, 611 insegnanti uccisi, la chiusura inevitabile di oltre 1500 istituti, per non parlare delle migliaia di studenti e studentesse rapiti e utilizzati come kamikaze e delle decine di migliaia di insegnati costretti a fuggire in cerca di una sopravvivenza possibile.

In un report la guerra di Boko Haram contro l’istruzione

Dunque, non c’è dubbio, e Human Rights Watch in un rapporto pubblicato in queste ore lo conferma: gli attacchi di Boko Haram contro scuole, studenti e insegnanti nel nord-est della Nigeria hanno avuto un impatto devastante sull’istruzione. Nel documento emerge come il conflitto abbia lasciato quasi un milione di bambini con poco o nessun accesso alle scuole. Non solo: tra le righe del report si evince anche come e perché le forze di sicurezza abbiano aggravato il problema utilizzando le scuole come basi militari, sottoponendo quindi i bambini ad ulteriori rischi di attacco da parte del gruppo islamista. Il rapporto di 86 pagine, dal titolo Danno fuoco alle classi, parla di «assalti sempre più brutali di Boko Haram su scuole, studenti e insegnanti dal 2009 negli stati di Borno, Yobe e Kano».

Insegnanti, studenti e istruzione nel mirino di Boko Haram

E allora, entrando nel merito del report, tra dati, raffronti e analisi, si apprende come, in particolare, tra il 2009 e il 2015, gli attacchi del gruppo islamista hanno distrutto più di 910 scuole e costretto a chiudere più 1.500 istituti. E ancora: almeno 611 insegnanti sono stati deliberatamente uccisi e altri 19.000 costretti a fuggire alla disperata ricerca di una possibilità di sopravvivenza. E come se tutto ci0ò ancora non bastasse, va ricordato come i terroristi di Boko Haram hanno rapito più di 2.000 civili, molti dei quali donne e ragazze, tra cui grandi gruppi di studenti. «Nella sua brutale crociata contro l’educazione di stile occidentale, Boko Haram sta derubando della formazione un’intera generazione di bambini nel nord-est della Nigeria», ha dettoMausi Segun, ricercatore di Human Rights Watch in Africa. «Il governo – ha poi concluso laconicamente lo studioso – dovrebbe urgentemente fornire un’adeguata istruzione a tutti i bambini colpiti dal conflitto». Una guerra che uccide anche la possibilità e la speranza di un futuro migliore.

Insegnanti uccisi, studenti rapiti: la guerra di Boko Haram all’istruzione