INVASIONE, ECCO LO STUDIO CHE SMENTISCE L’UE – Mare nostrum incentiva gli sbarchi

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Tre palermitani hanno analizzato i flussi nel Mediterraneo. E confermano che le operazioni militari non sono affatto un deterrente

Da Mare nostrum a Triton. Cambia il nome, ma la sostanza resta la stessa: dall’ottobre 2013 a oggi Italia e Europa hanno lanciato diverse operazione navali promettendo così di fermare il traffico di migranti nel Mediterraneo.

Con un solo risultato: quello di fa aumentare gli sbarchi sulle coste italiane.

Quella che finora sembra solo una sensazione – e che ha portato ad almeno 700 morti in pochi giorni – è ora confermata da uno studio condotto da due economisti palermitani, Carlo Amenta e Paolo Di Betta, e da un magistrato della Dda di Palermo, Gery Ferrara, uno dei maggiori esperti di indagini sul traffico di esseri umani. I tre hanno presentato a Cambridge i risultati delle loro analisi, rivelando che tutte le operazioni militari condotte finora hanno in realtà “incentivato la partenza dei migranti dalle coste libiche” e fatto aumentare il business dei trafficanti di uomini, che ora arriva ad almeno 60 milioni di dollari l’anno.

Le operazioni militari di pattugliamento del Mediterraneo, sia Mare nostrum, con esplicite finalità di contrasto e salvataggio, che quelle seguenti, con finalità dichiarata solo di contrasto, hanno aumentato gli arrivi dei migranti in Italia, costituendo così un incentivo e un elemento di contesto positivo per il business dei trafficanti di migranti”, dice lo studio, Gli arrivi sono aumentati mensilmente di circa 312 unità per Mare Nostrum e di 279 unità con le altre operazioni confermando quindi un diverso impatto delle diverse impostazioni anche se sempre positivo“.

Non solo: quello che prima era uno dei maggiori deterrenti, il fattore metereologico, non spaventa più scafisti e migranti, mentre la notizia dei naufragi spaventa “solo nel secondo mese successivo alla notizia, come se la diffusione di quest’ultima tardasse un po’ ad arrivare a coloro che vogliono intraprendere il viaggio e costituiscono un disincentivo solo ritardato“.

Smentita invece l’ipotesi che la caduta di Gheddafi abbiano peggiorato la situazione: da allora, in realtà, gli arrivi mensili sono diminuiti in proporzione “e ciò può essere spiegato dal caos assoluto che rende ancora più difficile e pericoloso il tentativo di sbarcare dalla Libia suggerendo forse anche diverse rotte”.

Fonte: Il Giornale