INVASIONE – Sui migranti il governo dà la colpa alla Merkel

Mario Morcone, capo dipartimento per l'immigrazione, sul tema dell'identificazione dei migranti prima parla di problema tecnico ma poi fa lo scaricabarile e dà la colpa alla Merkel

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“Sono sicuro che i colleghi della polizia scientifica sapranno chiarire il grande equivoco che riguarda semplicemente la modalità d’inserimento dei dati nel sistema Eurodac.

Bisognerà soltanto dimostrare che i numeri dei richiedenti asilo e dei cosiddetti migranti economici, che portano alla cifra complessiva, sono già stati immessi e il problema riguarda soltanto la differente modalità di catalogazione dei migranti“. Lo spiega al Messaggero Mario Morcone, capo dipartimento per le Libertà civili e l’Immigrazione a proposito della possibile procedura di infrazione che l’Ue vuole infliggere all’Italia per la mancata identificazione dei migranti.

“Ai migranti, identificati dopo l’ingresso irregolare, non sono state rilevate le impronte digitali una seconda volta, quando dimostravano di volere chiedere asilo”, ammette Morcone secondo cui dietro la posizione dell‘Europa non c’è solo un problema legato alla necessità di misure più stringenti dopo gli attentati di Parigi. “Penso che in questa storia giochi un ruolo fondamentale la questione politica complessiva. Lo scorso 6 dicembre, ad esempio, – conclude Morcone – è uscito un pezzo sul Sunday Times che riferisce di 300mila rifugiati “spariti” in Germania e della difficile situazione di integrazione con le diverse correnti e posizioni che si sono formate anche all’interno del governo tedesco e della maggioranza che sostiene la Merkel“.