Isis punta ai pozzi petroliferi libici

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Una delle foto del lungo convoglio di pickup con a bordo uomini armati e incappucciati e bandiere nere dell'Isis, pubblicate da un sito jihadista, El Minbar, con il titolo "Dimostrazione dell'esercito dello Stato islamico nello stato di Barqa", nome arabo della Cirenaica, la regione orientale della Libia, Il Cairo, 17 Novembre 2014. ANSA / WEB/ EL MINBAR ++ NO TV NO SALES EDITORIAL USE ONLY ++

Lo Stato islamico potrebbe lanciare a breve delle offensive per conquistare i giacimenti petroliferi in Libia,

secondo quanto affermato dalla Petroleum Facilities Guard, forza paramilitare che controlla i principali impianti nella parte orientale del paese.

A differenza di quanto avvenuto in Siria ed Iraq, i militanti islamici non hanno mai controllato i campi petroliferi in Libia. L’Isis avrebbe schierato a Sirte, principale roccaforte libica, alcuni terroristi “scelti” provenienti dai territori occupati con il preciso obiettivo di conquistare i giacimenti petroliferi.

I campi di Wafa, Tibesti e Bayda, in Libia orientale, sono stati parzialmente evacuati dopo che le forze di sicurezza hanno paventato possibili attacchi. Gli attacchi terroristici contro i campi petroliferi di Ajdabiya, quindi, potrebbe essere serviti allo Stato islamico per affinare la nuova strategia e testare le capacità di difesa della Petroleum Facilities Guard.

Nelle ultime settimane, nella cittadina di Nawfiliyah, avamposto dello Stato islamico tra Sirte ed i pozzi petroliferi di Es Sider e Ras Lanuf, sono stati segnalati numerosi convogli, segno di un possibile assembramento di forze. Pochi giorni fa, cinque membri della Petroleum Facilities Guard sono state uccise durante un attacco dello Stato islamico nei pressi del campo di Bayda, circa 155 miglia a sud di Es Sider e Ras Lanuf. La produzione è attualmente ritenuta inferiore ad un quinto del totale, stimato in 1,6 milioni di barili al giorno.

Fonte: Occhi della Guerra