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ISIS, una manciata di dollari per comprare la sposa

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In Iraq la bambina yazida di nome Lamià, di soli 7 anni, è tornata a casa dopo essere stata liberata dalla prigionia dell’ISIS.

Sputnik Arabic è riuscito a parlare con la piccola Lamià, rapita dai terroristi a Sinjar, nel Nord dell’Iraq, insieme a sua sorella e sua madre che allora era incinta.

Lamià ha detto di essere stata abusata molte volte da un combattente di nome Abu Mohammed (probabilmente è un soprannome), venuto dal Qatar. L’uomo, che aveva alcune decine di anni più di lei, aveva il compito di insegnare alla piccola, giorno e notte, il Corano e il Hadith per cancellare dalla sua memoria la religione yazida.

Le prigioniere sono state portate a Raqqa, controllata dallo Stato Islamico. In Siria Lamià e sua sorella Mona non potevano andare a scuola. La madre, che al momento del rapimento era al quinto mese di gravidanza, ha messo al mondo un figlio, al quale i combattenti hanno dato il nome Omar.

In seguito il qatariano ha deciso di vendere Lamià a un altro combattente, proveniente dall’Arabia Saudita. La bambina dice che per lei i terroristi volevano una “manciata di lire siriane o dollari americani”. Quest’altro combattente era disposto a comprarla, ma a condizione che per un anno avrebbe provveduto alla sua “educazione” nel modo da poterla sposare, quando avrà compiuto 8 anni.

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Una settimana fa Lamià, sua sorella, la madre e il piccolo fratello sono stati liberati dal loro connazionale Abu Shuja, negoziatore che ha potuto liberare dalla prigionia ISIS diverse donne irachene. La famiglia ha subito deciso di dare al maschietto un altro nome — Shuja, in onore del loro liberatore.

Sabato una fonte locale che ha voluto restar anonima ha comunicato a Sputnik che negli ultimi due giorni ISIS ha mobilitato alcune centinaia di ragazzi, figli delle famiglie povere delle città irachene di Falluja e Ramadi.

La fonte ha aggiunto che ai ragazzi sono stati distribuiti vestiti afgani di colore nero e varie armi per respingere l’offensiva delle forze governative dell’Iraq.

“ISIS promette alle famiglie di pagare 1400 dollari USA al mese per ogni figlio. Per i genitori è una cifra molto grande, perché da quando le due città sono cadute nelle mani dell’ISIS gli abitanti stanno patendo la fame. D’altra parte, se i genitori si rifiutano di mandare il figlio, possono essere giustiziati”, — ha spiegato la fonte.

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