“Vietate ai giocatori di fare il segno della croce“. La battaglia islamica contro le radici cristiane dell’Europa adesso si sposta sui campi di calcio. La richiesta alla Fifa viene da un famoso ed autorevole religioso musulmano dell’Arabia Saudita, Mohammed Alarefe, che ha chiesto ai vertici del calcio internazionale a mettere per iscritto nelle regole della federazione il divieto ad entrare in capo realizzando il segno della fede cristiana.

La richiesta dell’islamico

Sono tantissimi infatti i calciatori che prima di mettere piede in campo si rivolgono al Dio cristiano con un semplice segno di croce. Ma adesso ai musulmani non va beme. Alarefe è un professore presso la King Saud University di Riyadh e su Twitter ha qualcosa come 17.4 milioni di seguaci. Non pochi. Molti erano d’accordo con lui, altri meno. Alcuni gli hanno fatto notare che sono altrettanti i giocatori islamici che si inginocchiano ad Allah dopo un gol o dopo una vittoria.

“Ho visto il video clip di atleti, giocatori di calcio che quando vincono fanno il simbolo della croce sul petto – ha detto l’imam, come riportato dal DailyMail – la mia richiesta è se le regole della Fifa lo proibiscono”. Alla faccia della libertà religiosa. Molti utenti di Twitter hanno preso in giro il religioso, ricordando che “Mohamed Salah e gli altri si inginocchiano a pregare quando segnano un gol e nessuno li punisce. Lasciare lo sport a si occupa di esso”.

Il Real abbandona la croce

Eppure la richiesta di Alarefe non è del tutto fuori dalle (irrazionali) logiche delle squadre occidentali. Alcuni mesi fa fece discutere la decisione del Real Madrid di togliere dal suo simbolo la croce che sovrasta la corona nelle magliette vendute in Medio Oriente.

Con fonte Il Giornale

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