“Nel libro ho voluto spiegare il mio pensiero, ma quando dici la verità la gente si arrabbia”, così Flavio Briatore in “Sulla ricchezza”, saggio scritto insieme al giornalista Carmelo Abbate e in uscita nelle librerie il prossimo lunedì.

Come riporta il Corriere della Sera, l’imprenditore ha le idee chiare: in Italia ci sono troppe tasse.

Secondo Briatore i problemi del nostro Paese sono tali da non permettere la crescita economica che potrebbe potenzialmente avere. “In Puglia?

Ci vorrebbe il Four Seasons. In Sardegna? Più aerei e navi, possibilmente a un prezzo umano. In Molise? L’idea più visionaria – un catamarano che la collegasse alla Croazia – è affondata per un piccolo dettaglio ovvero che il governatore Michele Iorio aveva acquistato l’imbarcazione dimenticandosi di fare la gara d’ appalto”.

Piccoli suggerimenti, o forse provocazioni, per dire che l’Italia “dall’alto di un’arroganza intellettuale diffusa, che deriva da un patrimonio storico, artistico, paesaggistico unico al mondo, si permette la sciccheria di sbattere la porta in faccia ai ricchi”.

Il fulcro della questione è che “quando un italiano vede passare una macchina di lusso, il suo primo stimolo non è averne una anche lui, ma tagliarle le gomme”. E aggiunge: “Non si pensa che dietro un patrimonio accumulato ci sono idee, coraggio, capacità manageriali o imprenditoriali, fatica, dedizione, sacrifici”.

L’imprenditore piemontese dedica poi parte del suo saggio al turismo e alla cultura: “Come è possibile che il nostro portale ufficiale del turismo, Italia.it , sia in sei lingue, mentre quello spagnolo, per dirne uno, ne conta una trentina?”.

E ancora: “Cosa impedisce ai musei di creare corridoi preferenziali, più costosi, per chi non ha tempo di fare la coda? E perché, restando nel campo del patrimonio artistico, non immaginare aperture personalizzate per particolari eventi, come ha fatto EuroDisney per la festa di laurea di Fahd al-Saud, principe saudita appassionato di Topolino e Paperino al quale il parco è stato riservato per tre giorni (e 15 milioni di euro)?”.

E infine il milionario imprenditore lancia l’affondo allo Stato: “L’ unica nota positiva, nello scenario catastrofico di un’Italia sconfitta dalla burocrazia e dalle tasse, dove il ceto medio è diventato il bancomat dello Stato e le tasse complessive sulle imprese arrivano al 67 per cento, è rappresentata da Milano”.

Fonte: qui

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