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ITALIA ISOLATA: TUTTI GLI STATI CONFINANTI HANNO REINTRODOTTO SEVERI CONTROLLI ALLE FRONTIERE (MIGRANTI RESTERANNO QUI)

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In Italia nessun mezzo d’informazione lo dice, ma il Paese ha le frontiere con l’Europa letteralmente blindate. Tutti gli stati confinanti, infatti, hanno sospeso Schengen e ripristinato severi controlli di documenti alle frontiere con l’Italia. Pochi giorni fa, pur di  non dare questa notizia i principali telegiornali nazionali hanno provato a giustificare le code di ore ai valichi con la Francia come “eccezionale flusso turistico”, cosa del tutto falsa.

Sono in tutto sei i paesi europei dell’area Schengen che hanno reintrodotto i controlli alle proprie frontiere, in deroga “temporanea” alla libera circolazione delle persone in seguito all’inconcepibile orda di migranti arrivata in Europa.. Oltre alla Svezia, che l’ha riconfermato oggi dopo averlo deciso gia’ nello scorso novembre, e alla Danimarca, che l’ha comunicato oggi alla Commissione europea ma messo in atto ieri, nelle scorse settimane analoghe decisioni erano state prese dalla Norvegia (che non fa parte dell’Unione europea ma dello spazio Schengen), dall’Austria, dalla Germania e dalla Francia.

Malta, che aveva reintrodotto i controlli nel periodo della conferenza Ue/Africa sull’immigrazione, e’ invece tornata alla normalita’ dal primo gennaio, ma le mafie islamiche di trafficanti di esseri umani che gesticono – impunite – da Libia e Turchia il mercato dei clandestini evitano accuratamente Malta, ben sapendo che il “giochetto” del barcone lasciato alla deriva o peggio spinto fino a ridosso delle coste maltesi, col governo di Malta non funziona: non solo nessuno andrebbe a “salvare i poveri migranti” ma in caso estremo verrebbero seduta stante rispediti all’ultimo luogo da dove erano partiti, come è già accaduto. E se navi con a bordo “migranti da sbarcare” provassero ad entrare in acque maltesi, verrebbe loro impedito di attraccare.

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Comunque, la reintroduzione dei controlli, prevista dalle regole del codice delle frontiere di Schengen in casi eccezionali (all’articolo 23), era stata finora decisa dai paesi solo per eventi programmati come le grandi conferenze internazionali, che riuniscono in uno stesso luogo i leader mondiali diventando luoghi ad alto rischio per il terrorismo, oppure grandi manifestazioni sportive internazionali.

Negli ultimi mesi, invece, la crisi senza precedenti dei migranti innescata dal governo Renzi che ha spalancato le fronitere marittime all’invasione di africani dalle coste libiche, africani e anche mediorientali – ma mai veri profughi – che poi il governo Renzi ha lasciato invadessero l’Europa passando liberamente le frontiere italiane verso nord (da qui lo stop a Schengen decretato per prima dalla Francia, questa estate, nei confronti proprio dell’Italia) e l’emergenza terrorismo, in parte, hanno provocato un aumento delle richieste di blocco di Schengen da parte degli Stati Ue.

Dopo gli attacchi del 13 novembre scorso, Parigi ha disposto controlli anche alle altre frontiere – oltre quella con l’Italia già in atto come detto dalla scorsa estate – fino al 26 febbraio prossimo.

In Germania la decisione e’ stata invece presa il 14 novembre per controllare il flusso di migranti (il 90% da espellere) provenienti dalla rotta balcanica attraverso l’Austria e in quest’ultimo paese i controlli sono stati reintrodotti il 16 novembre con una particolare attenzione per la frontiera con la Slovenia.

La Norvegia aveva deciso di controllare chi arriva nei porti lo scorso 26 novembre. Lo scorso autunno, i controlli erano stati reintrodotti in diversi altri paesi, come Ungheria e Slovenia. L’Italia ha deciso di reintrodurre i controlli alle frontiere solo una volta, in occasione del vertice G8 dell’Aquila, per il periodo dal 28 giugno al 15 luglio del 2009. Quindi l’Italia oggi è l’unico paese della Ue che continua a pompare migranti al suo interno, migranti che ora non potranno più fuggire in Europa nè essere trasferiti in Europa. Il risultato di questa vera e propria follia è facilmente intuibile: resteranno tutti qui a zavorrare il Paese di spese insostenibili e inconcepibili, davanti al dilagare della povertà dei cittadini italiani.

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