“ITALIA A RISCHIO, MA LA MINACCIA NON È EVIDENTE”: LE “UTILI” INFORMAZIONI DEGLI 007 ITALIANI RIGUARDO AL TERRORISMO…

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Una pattuglia dei Carabinieri in assetto di allerta a protezione degli obiettivi sensibili per terrorismo di fronte piazza San Pietro, 12 gennaio 2015. ANSA/CLAUDIO PERI

“La minaccia non è concretamente in evidenza, ma l’Italia è a rischio”, per questo sono state “potenziate le attività di intelligence”. Lo avrebbe detto Mario Parente, numero uno dell’Aisi, i servizi interni, durante la sua audizione al Copasir, facendo il punto sull’allarme terrrorismo internazionale in Italia. Secondo quanto emerso l’intelligence si muoverebbe anche nella direzione del controllo capillare del web, tenendo conto, inoltre, della variabile psicologica, che, alla luce degli ultimi attacchi in Francia e Germania, inizia a rappresentare un fattore da analizzare sotto nuova luce.

“Il Paese come tutto l’occidente è nel mirino dei terroristi, abbiamo innalzato i livelli di controllo”. Così il presidente del Copasir, Giacomo Stucchi, al termine dell’audizione a San Macuto di Mario Parente. Stucchi sottolinea come siano stati “innalzati il livello di controllo su luoghi diversi dagli hard target, comprendendo ora siti che prima non erano inseriti nella lista”.

“I luoghi di aggregazione sono tantissimi – avverte il senatore leghista -, impossibile controllarli tutti, ma il dispositivo è stato potenziato”, mentre per il numero uno del Copasir resta “più probabile, anche da noi, l’iniziativa di un singolo lupo solitario, meno quella di cellule strutturate”, ricordando come i foreign fighters, ‘nostri’ sono ‘110, meno di venti quelli con passaporto italiano”. Nel merito delle attività antiterrorismo, Stucchi ha spiegato come siano “tanti i soggetti che controllano non solo i luoghi di aggregazione classici, come le moschee e i centri culturali islamici, ma anche bar, kebab, e quei posti dove ci si incontra e si può parlare di eventuali piani terroristici”.

Fonte: Qui