Jihadista cerca di arruolare un attentatore a Londra per far esplodere un’autobomba

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Giornalista si finge combattente e riceve l’ordine di preparare un attentato. Dei 2mila terroristi presenti in UK, solo uno sottoposto a stretta sorveglianza

Un membro del cosiddetto Stato islamico ha cercato di convincere quello che credeva un “lupo solitario” a colpire nelle strade di Londra con un’autobomba lo scorso lunedì. È quanto pubblicato giovedì 28 luglio dal Sun, un cui reporter si è finto un aspirante terrorista e ha dialogato tramite l’applicazione di messaggistica Telegram con un vero reclutatore dell’Isis. Quest’ultimo per circa due mesi ha istruito il giornalista del tabloid britannico sotto mentite spoglie su come colpire facendo il maggior numero di vittime, fornendogli ad esempio una guida per costruire una bomba in casa e una serie di bersagli, come il Big Ben e il London Bridge, per poi scegliere un grande centro commerciale. Il reclutatore ha fatto anche dei riferimenti alla strage di Nizza: “Impara da Nizza. Prendi un’auto che puoi parcheggiare in un luogo con molte persone e una pistola che puoi usare allo stesso tempo”. Le informazioni raccolte dal giornale sono state passate agli agenti di Scotland Yard, che ha ricordato ai cittadini di essere “attenti e vigili”.

In Gran Bretagna si contano almeno 2 mila sospetti terroristi, ma solo uno di loro è sottoposto dalle autorità a una stretta sorveglianza stando a quanto riportato da diversi organi d’informazione del Regno Unito, secondo i quali le cosiddette “Terrorism Prevention and Investigation Measures” (T-Pims), misure che restringono l’attività quotidiana di fanatici e integralisti, vengono imposte solo in pochi casi dai giudici. Sono state introdotte nel gennaio 2012 per sostituire altre ordinanze meno restrittive ma il loro utilizzo è stato fino ad ora limitatissimo, denuncia ad esempio il Daily Mail, e questo lascia aperte una serie di incognite in un periodo di continui attacchi terroristici. I T-Pims comprendono l’obbligo di indossare il braccialetto elettronico, il divieto di andare in certi luoghi pubblici e l’impegno a comunicare i propri spostamenti alla polizia.

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