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JIHADISTI LIBERI DI CIRCOLARE IN ITALIA – Aumenta l’allarme terrorismo

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L’Italia è in pericolo. Sul nostro suolo si aggirano liberamente islamici radicalizzati che potrebbero farsi saltare in aria da un momento all’altro.

Oggi la polizia di Agrigento ha fermato un giovane immigrato originario del Gambia dopo aver trovato nel suo cellulare fotografie che ritraevano la bandiera nera dell’Isis e attacchi terroristici. In Liguria, invece, è in corso da martedì pomeriggio una vera e propria caccia all’uomo. in una lotta contro il tempo l’Interpol sta cercando di individuare due fiancheggiatori dello Stato islamico, “armati e pericolosi”, prima che spariscano in Siria.

L’Italia è uno snodo sempre più importante per i jihadisti che vogliono raggiungere o lasciare l’Europa. Tra febbraio e agosto dello scorso anno, sono stati registrati cinque passaggi di islamici radicalizzati al porto di Bari. Quando l’inchiesta, condotta dalla Direzione distrettuale antimafia del capoluogo pugliese, aveva fatto emergere come Bari sia diventata un punto di passaggio fondamentale sulla rotta verso la Grecia (e ritorno), tra i passaggi sotto inchiesta non c’era ancora quello di Salah Abdeslam che risale ad agosto e di cui si è avuta notizia alla fine dello scorso novembre, dopo quindi i sanguinari attacchi a Parigi. Attacchi che non hanno affatto spinto il ministro dell’Interno Angelino Alfano ad alzare il livello di attenzione. Tanto che i tagliagole dello Stato islamico stanno arruolando musulmani che vivono nei Balcani e che abbiano “un’ottima conoscenza della lingua italiana” e “buone capacità informatiche”.

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Secondo fonti dell’intelligence, pericolosi jihadisti entrano ed escono dall’Italia come se niente fosse. Non ci sono frontiere a fermarli. E, quando arrivano, vengono tragicamente accolti nelle strutture messe a disposizione da Alfano. Oggi è stato fermato un altro immigrato, l’ennesimo, con un cellulare zeppo di fotografie che inneggiano il jihad contro l’Occidente. Si tratta di un gambiano 32enne pizzicato durante i controlli di routine per contrastare l’immigrazione clandestina e il terrorismo. Alcuni scatti ritraggono persone armate mentre controllano i migranti al momento dell’imbarco in un porto imprecisato. In una si vedrebbe anche sventolare una bandiera dell’Isis. Non mancano, poi, gli scatti che immortalano attacchi terroristi. “Non sono mie – ha provato a difendersi – me le ha inviate un amico”.

Altri due “fiancheggiatori dell’Isis”, partiti giorni fa da Parigi, avrebbero invece raggiunto la Liguria. Viaggiano su un “furgone grigio con targa belga, sono armati e pericolosi”. Tanto che l’Interpol li sta cercando su tutto il terrotorio nazionale. Per tutta la giornata di ieri polizia e carabinieri hanno effettuato controlli straordinari sull’aeroporto di Genova e al terminal traghetti del capoluogo ligure. Secondo le informazioni diramate dall’Interpol, uno dei due ricercati si chiama S. K. e ha 30 anni. Secondo gli ultimi sviluppi dell’inchiesta che lo riguarda, è accompagnato da un altro uomo, non ancora identificato. “Il percorso pianificato per raggiungere il Medioriente – spiegano gli inquirenti – passa proprio attraverso l’Italia”. Ma per il momento si sarebbero perse le loro tracce. Il ché non lascia certo tranquilli gli italiani.

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