LA CHIESA DI BERGOGLIO? UN COVO DI COMUNISTI: SI AL COMIZIO DI GRASSO E RENZI, NO AL POPOLO DELLA FAMIGLIA

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Don Alessandro Guerinoni, parroco di San Giuseppe di Comacchio, è stato richiamato per aver aperto la sua parrocchia ad un incontro di presentazione del Popolo della Famiglia

Fuori la politica (ma non tutta) dalle chiese. Don Alessandro Guerinoni, parroco di San Giuseppe di Comacchio, è stato richiamato per aver ospitato il 25 ottobre, negli spazi parrocchiali, “un incontro di presentazione del movimento politico Popolo della Famiglia”.

È un monito duro quello rivolto al don “ribelle”, ufficialmente esortato in una missiva (con tanto di timbri dell’arcidiocesi di Ferrara-Comacchio) “a recedere da condotte di pubblica disobbedienza”.

Durissima la replica di Mario Adinolfi a cui non è andato giù l’altolà al parroco. Secondo il numero uno del Popolo della Famiglia, si è trattato di “un atto intimidatorio”. L’arcivescovo di Ferrara-Comacchio, monsignor Gian Carlo Perego, spiega Adinolfi, “considera il Popolo della Famiglia un avversario politico cui negare addirittura il diritto di parola”. Questo perché “non ama il nostro partito” e “pare ossessionato dalla necessità di ‘de-negrizzare’ la sua diocesi”. All’origine del “ramanzina” potrebbe nascondersi una divergenza tutta politica tra le posizioni terzomondiste del presule, nominato lo scorso febbraio alla guida della diocesi emiliana da Papa Francesco, e quelle assunte dal partito di ispirazione cattolica. “Perego – attacca Adinolfi – vuole essere gradito al colore politico che domina nella sua diocesi, tifa esplicitamente per lo ius soli, fa pressione sulle Camere affinché sia subito approvato, così come nei nove anni alla guida della fondazione Migrantes ha sempre fatto propaganda per la migrazione indiscriminata”.

In realtà, però, in quel di Comacchio esiste una norma che vieta espressamente “di mettere a disposizione sedi e strutture nel territorio dell’arcidiocesi per qualsiasi iniziativa organizzata o gestita a favore di singoli partiti o formazioni politiche”. Si tratta di un decreto generale arcivescovile emanato il 9 ottobre dallo stesso Perego. Se la presenza del Popolo della Famiglia è stata prontamente stigmatizzata, provvedimenti analoghi non sono stati presi quando ad affacciarsi in parrocchia furono Renzi (Paestum), Bonino (Biella) e Grasso (Palermo). Paese che vai, arcidiocesi che trovi.

via Il Giornale