La guerra francese a Gheddafi per rubare il petrolio italiano

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© Mauro Scrobogna / Pool/ LaPresse 16-11-2009 Roma Interni FAO - summit sulla sicurezza alimentare Nella foto: il leader libico Muammar Gheddafi durante il suo intervento Word Summit on Food Security

La corrispondenza della Clinton, resa pubblica da Wikileaks, mostra il chiaro disegno francese per mettere le mani sulle concessioni petrolifere di Eni in Libia. Nonostante le rivelazione, un emendamento voluto dal Premier Renzi sblocca Tempa Rossa, e favorisce la Total

Una appunto inviato per mail all’ex segretario di Stato americano Hillary Clinton smaschera la guerra della Francia all’Italia.

Un documento che, rafforzato da diversi file pubblicati da Wikileaks, mostra il chiaro disegno francese per sottrarre i permessi estrattivi in Libia in mano all’italiana Eni.

L’inchiesta del Congresso Usa, aperta dopo l’uccisione di un ambasciatore americano, porta a galla un appunto del consigliere Sydney Blumenthal. Il titolo è chiaro “Come i francesi hanno creato il Consiglio nazionale libico, dove parlano i soldi”. Informazioni ricevute da un agente Cia, tale Tyler Drumheller, che ha monitorato da vicino l’evoluzione degli scontri sul territorio libico e la conseguente caduta del colonnello Gheddafi. Un carteggio che si completa grazie a nuovi documenti. O meglio, l’interno archivio di mail, ricevute e inviate, da Hillary Clinton nel suo primo mandato presidenziale firmato da Barack Obama. File, lettere e posta elettonica raccontano una storia nascosta che, inevitabilmente, si lega con la morte di Gheddafi e il recente scandalo sul petrolio che ha colpito Renzi, Boschi e il caso Tempa Rossa.

Ma procediamo un passo alla volta. La Francia ha preparato la guerra in Libia molto prima che lo esprimesse chiaramente, e ufficialmente. Contatti e incontri a Parigi tra i francesi, guidati al tempo da Nicolas Sarkozy, e i primi traditori del rais libico. Strette di mano e firme su veri e propri memorandum con gli esponenti dei ribelli. Documenti che prevedono il riconoscimento del nuovo consiglio di ribelli con a capo Mustafa Abdul Jalil e il generale Abdul fatah Younis, ma sanciscono, come spiega il quotidiano Libero, anche le contropartite economiche che avrebbe dovuto ottenere la Francia. Tra queste, ci sarebbero l’azzeramento delle concessioni petrolifere concesse da Gheddafi e la successiva assegnazione al gruppo francese Total, circa il 35% del totale.

La corrispondenza della Clinton racconta anche di falsi voli umanitari. In realtà in quegli aerei si nascondenvano i vertici Total e quelli di Vinci (gruppo industriale francese attivo nel campo dell’ingegneria civile) e Eads (European Aeronautic Defence and Space Company). Viaggi che, come sostiene Libero, rappresentano e dimostrano come la guerra in Libia e a Gheddafi fosse avesse l’obiettivo di colpire l’Italia. Più nello specifico, l’obiettivo era Eni. Compagnia scomoda e con in mano i permessi estrattivi.

Ora quelle carte diventano un capo d’accusa per Renzi, Boschi e l’intero governo. Invece di mettere alla porta i cugini, hanno costruito insieme a Total l’emendamento della discordia su Tempa Rossa che di fatto sblocca e apre la strada ai francesi. Gli autori dell’instabilità del Mediterraneo.

Fonte: Il Giornale