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La “guerra lampo” dei jihadisti per assoggettare l’Ue all’islam

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L’Isis sta organizzando una grossa serie di azioni terroristiche in Germania. A raccontarlo è Harry S., cittadino di origini ghanesi da tempo residente a Brema che, secondo le autorità tedesche, sarebbe uno jihadista pentito che in passato è stato al servizio dello Stato Islamico.

A riportarlo è Der Spiegel, una delle più conosciute riviste tedesche, che ha reso noto al grande pubblico le confessioni del presunto ex terrorista, che avrebbe confermato l’esistenza di una serie di cellule di jihadisti pronte ad entrare in azione con una serie di attentati simultanei in terra tedesca. L’obiettivo finale sarebbe stato quello di alzare la tensione ed allargare in terreno di scontro, per spingere sempre più persone islamiche residenti in Germania tra le braccia del Califfo.

Un “Blitzkrieg islamico”, una guerra lampo in terra tedesca che, secondo il pentito, avrebbero comportato un aumento dell’insofferenza da parte della cittadinanza nei confronti delle comunità islamiche. Che di conseguenza avrebbero cercato protezione tra i terroristi già attivi sul territorio, rendendosi così organiche ad essi.

La storia di Harry S. è quella di un migrante musulmano nato in Ghana e trapiantato in Germania. Dopo avere avuto problemi con la giustizia (venne arrestato per una rapina in un supermercato di Brema), ha iniziato a frequentare assiduamente la moschea Gröpelingen (oggi chiusa per motivi di ordine pubblico legati al terrorismo), controllata dai salafiti. Secondo quanto ha raccontato alla polizia tedesca dopo essere stato arrestato, sarebbe stato reclutato proprio all’interno della moschea e convinto a partire per la Siria insieme ad altri 16 uomini e 11 bambini.

Arrivato in nei territori controllato dall’Isis, però, Harry S, ha raccontato di non essere stato arruolato ed addestrato per combattere al fronte. L’interesse dei leader islamisti, al contrario, è quello di preparare persone come lui a compiere attentati in Europa. A lui e ad altre persone giunte dalla Germania sarebbe stato chiesto: “Siete pronti per mettere in atto una serie di azioni rapide e simultanee?”. Una vera e propria guerra lampo, che il pentito ha definito con la parola tedesca di “Blitzkrieg”, messa in atto in Germania da persone di origini straniere e di fede islamica mandate in Siria appositamente per essere addestrate.

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Il destino a cui Harry S. sarebbe andato incontro è il suicidio. Dopo essersi reso disponibile a portare la guerra del Califfo in Germania avrebbe ricevuto un addestramento del tutto particolare. Insieme ad altre 50 persone, tutte provenienti dall’Europa, sarebbe stato “educato al suicidio” in nome del jihad. Suicidio che si sarebbe dovuto compiere in terra tedesca durante i vari attentati simultanei del Blitzkrieg. Tornato in Germania, però, è stato arrestato presso l’aeroporto di Brema lo scorso 20 luglio dalla polizia tedesca e, dopo mesi di prigionia, avrebbe vuotato il sacco.

Le autorità ritengono che la sua versione dei fatti sia credibile e comprovata da diversi elementi. In primis da diversi video, alcuni dei quali pubblicati su internet, nei quali Harry S. viene ripreso durante gli addestramenti in Siria. Le sue confessioni, inoltre, hanno permesso il ritrovamento di materiale considerato altamente pericoloso e di grande importanza. Si tratta di una serie di documenti propagandistici e e-book distribuiti dallo Stato islamico in Europa per istruire i giovani musulmani a diventare jihadisti e di alcune mappe in cui venivano evidenziati i luoghi da colpire.

Harry S. ha consegnato alla polizia un libro che l’Isis gli aveva incaricato di portare e distribuire in Germania, dal titolo Come si sopravvive in Occidente, una guida per i Muhaideen. Nell’introduzione viene scritto a chiare lettere che si tratta di un manuale per “iniziare la guerra nel cuore dell’Europa”. A pagina 71 viene spiegato nel dettaglio come si debba comportare un combattente dell’Isis in Europa. La regola numero uno è quella di non farsi notare e di comportarsi come se si fosse perfettamente occidentalizzati per non destare sospetti (atteggiamento definito da “cellula dormiente”). Vietato farsi crescere la barba lunga e per le donne strettamente proibito indossare il burqua integrale, che comporterebbe dei controlli nei luoghi pubblici.

Come esempio da seguire viene preso l’attentato parigino di Charlie Hebdo. Secondo quanto raccontato dal pentito e confermato dalla polizia, in Germania esistono già decine di cellule dormienti pronte all’azione. Il materiale sequestrato, dunque, sarebbe stato destinato soprattutto agli jihadisti tedeschi già a disposizione del Califfo.

Ciò che preoccupa molto le autorità tedesche è il ritrovamento su indicazione del pentito di alcune piantine della città di Berlino, in cui vengono evidenziati gli obiettivi da colpire: ponti, stazioni e grandi centri commerciali.

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