LA MOGLIE DI OMAR MATEEN INDAGATA PER LA STRAGE DI ORLANDO: CONOSCEVA LE INTENZIONI DEL KILLER

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Le prime novità nelle indagini sul killer di Orlando, Omar Mateen, riguardano sua moglie. Noor Mateen, secondo l’emittente americana Abc, probabilmente era a conoscenza delle intenzioni del marito e per questo è indagata. La donna, 30 anni, sposata da Mateen in seconde nozze, avrebbe raccontato di aver cercato di dissuadere il marito dall’attacco alla discoteca di Orlando.

Mateen si è accanito sulle vittime

Come scrive il CORRIERE: Sono 49 fino ad ora le vittime accertate del Pulse ma alcuni dei 53 feriti sono in gravi condizioni. Qualcuno, invece, colpito in modo superficiale o scampato alla strage racconta i momenti di terrore di sabato notte. Mateen, secondo le ricostruzioni dei sopravvissuti, si aggirava tra i corpi lasciati a terra senza vita e continuava a sparare, per assicurarsi che fossero morti. Uno dei feriti racconta che Mateen ha puntato il fucile e sparato in direzione della sua testa. Il proiettile, però, lo ha colpito alla mano e al fianco. E si è salvato.

Il killer frequentava il Pulse

Il padre di Omar Mateen, il killer di Orlando, ha raccontato nei giorni scorsi che il figlio si era infuriato, un paio di mesi prima, alla vista di due uomini che si baciavano a Miami. Ma nuove testimonianze mettono in dubbio questa ricostruzione. Quattro clienti regolari del nightclub «Pulse», dove Mateen ha ucciso 50 persone e ne ha ferite 53 domenica alle 2 del mattino, hanno detto all’Orlando Sentinel di averlo già visto nel locale, una dozzina di volte, prima di quella notte. Un altro testimone ha raccontato invece al Los Angeles Timesdi aver chattato con Mateen per circa un anno sulla app per incontri gay Jack’d. L’Fbi sta cercando di capire se la sua frequentazione del club era legata alla ricerca di un obiettivo o a motivazioni personali.

L’alcol, le liti, il padre

«A volte restava in un angolo, seduto, e beveva da solo. Non parlavamo molto, ma ci ha detto di avere una moglie e un figlio»», ha raccontato Ty Smith al Sentinel. Più di una volta Mateen sarebbe stato buttato fuori dal Pulse perché ubriaco. «Diceva di non poter bere quando era a casa con la moglie e la famiglia. Suo padre era molto rigido… e lui se ne lamentava», ha detto Smith. Mateen ha avuto un figlio dalla seconda moglie, Noor Zahi Salman, mentre la prima, Sitora Yusufiy, da cui ha divorziato nel 2011, ha detto alla stampa che lui era mentalmente instabile, «possibilmente bipolare» e che la picchiava. In un’intervista con la tv brasiliana SBT, Yusufiy ha aggiunto di credere che Mateen forse era omosessuale. Ha raccontato che il padre «gli dava del gay» di fronte a lei.

Tre anni

Il killer aveva frequentato il Pulse per tre anni, secondo Chris Callen, sposato con Smith, che si esibisce come drag queen. La coppia ha raccontato alCanadian Press di aver smesso di parlare con Mateen perché li aveva minacciati con un coltello, pare dopo una battuta di qualcuno sulla religione. Il Pulse era frequentato anche da eterosessuali e da coppie, spiegano. Entrambi si dicono comunque perplessi dalla storia del padre, secondo cui Mateen si era infuriato per aver visto due uomini baciarsi a Miami. Al Pulse ne aveva visti tanti, ha detto Callen. «Alcuni, fuori dal bar, facevano qualcosa di più che baciarsi». Il Daily Beast poi ha intervistato un ex compagno di classe, Samuel King, che oggi è una drag queen e fa il cameriere in un ristorante dove Mateen andava a pranzare alcuni anni fa: sostiene che non avesse affatto problemi con i gay, racconta che erano andati insieme ad un paio di drag show.

Ipotesi

Intanto le speculazioni sulla sessualità del killer di Orlando si moltiplicano sui siti americani. Un ex compagno dell’accademia di polizia, sotto anonimato, ha detto al Palm Beach Post che Mateen era gay ma non aveva fatto coming out, che gli aveva chiesto di uscire ma lui aveva rifiutato, e che erano comunque andati insieme in diversi bar Lgbt. Il quotidiano non è però riuscito a confermare questa ricostruzione, poiché tre dei quattro locali hanno chiuso, mentre il proprietario del quarto dice di non averlo mai visto. Il padre, Mir Siddique, ha condannato la strage, ma ha aggiunto: «Sarà Dio a punire coloro che sono coinvolti nell’omosessualità. Non spetta agli uomini farlo». Quando gli hanno chiesto se crede che suo figlio fosse gay, lo ha negato fermamente: «Se lo era, perché avrebbe fatto una cosa del genere?»

Fonte: Qui

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