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“La pasta non ci piace”: immigrati si scagliano contro la struttura che li ospita, ed è rivolta

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I volontari di Fondazione Progetto Arca hanno cercato di accontentare tutti e in ogni modo, ma quello che è successo in un centro di accoglienza di Milano sembra proprio essere un pretesto per lamentarsi e per creare scompiglio. All’interno della struttura di via Aldini sono presenti ben nove etnie di immigrati. Nonostante la Fondazione si impegni a fare il massimo, questa volta non è bastato. E dai brontolii sui pasti, sono arrivate le proteste e i primi tafferugli. La protesta è scattata sabato sera. I protagonisti un gruppo di nigeriani che non gradiva più i pasti del centro.

Così hanno iniziato a protestare animatamente, arrivando a rovesciare una panchina della struttura. “Vogliamo il riso, non la pasta” hanno urlato gli stranieri. I volontari al lavoro durante il turno serale hanno avvertito subito le forze dell’ordine per placare gli animi ed evitare violenze. Come riporta Il Giorno, il presidente della onlus che gestisce pure l’hub nel sottopasso della Centrale, spiega: “Abbiamo chiamato la polizia, soprattutto per dare un segnale chiaro: le richieste sono legittime, ma tutti devono rispettare le regole“. In realtà dietro la protesta ci sarebbe due ragioni ben precise: la prima dovuta ai tempi lunghi della burocrazia italiana per la valutazione delle richieste di asilo; la seconda al fatto che queste richieste nell’80% dei casi vengono respinte.

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Così gli ospiti hanno pensato bene di rendere difficile il lavore della Fondazione, lamentandosi e usando come scusa il cibo per sfogare le loro frustazioni. Il vicepresidente del Consiglio comunale, Riccardo De Corato, in quota Fratelli d’Italia non ci sta e attacca: “È necessario espellere dalla struttura almeno i capi della rivolta. E bisognerebbe allontanare anche dal nostro Paese coloro che si oppongono alle regole del vivere civile e non rispettano nemmeno le forme di accoglienza messe in atto nei loro confronti“.

Davide Boni, segretario provinciale del Carroccio, ironizza sulla vicenda: “La cortese e moderata protesta degli immigrati di via Aldini – afferma il segretario provinciale del Carroccio merita tutta la considerazione e l’impegno da parte di noi cittadini milanesi: per questo faccio appello al noto chef Cracco perché impegni tutta la sua classe ed esperienza, e magari anche il suo noto ristorante, per soddisfare i palati dei nostri ‘ospiti’”.

Fonte: Qui

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