Il Sud con Salvini

La proposta bloccata dalla sinistra: creare l’albo nazionale degli imam

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La chiedono alcuni imam. E con decisione anche Forza Italia. Soltanto la sinistra non la vuole, come dimostra il rigetto che l’assemblea fece di una proposta simile che avanzò il consigliere regionale emiliano azzurro Galeazzo Bignami.

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Come controllare le moschee perché non diventino un centro del jihadismo e un ricettacolo di violenza? Ad esempio istituendo un albo nazionale degli imam. Un registro riconosciuto dal Viminale e che risponda a determinati requisiti per un cammino di integrazione basato sul rispetto delle regole.Al deputato di Forza Italia Massimo Palmizio, che degli azzurri è anche coordinatore in Emilia, l’idea era venuta l’indomani della strage di Parigi di gennaio. Ma la proposta di legge era stata accantonata presto. Oggi Palmizio ci riprova ripresentando l’idea che potrebbe dare una svolta. Controllare la predicazione in lingua italiana, preservando le parti rituali in lingua araba, ma traducendo le predicazioni orali. Ma anche regolarizzare tutti quei luoghi di culto trasformati in moschee che però sono abusive, non avendo i requisiti urbanistici e legali necessari per poter essere considerati luoghi di culto. Palmizio ci crede tanto che alla Dire sgombra il campo anche da possibili strumentalizzazioni: «Come sappiamo chi sono i parroci e i vescovi in questo modo possiamo sapere anche chi sono gli imam. Il problema è che in Italia non esiste un’unica comunità islamica: alcune dialogano con le autorità italiane, altre invece ci dialogano a modo loro. Se fossero riusciti a fare una conferenza unica – ha sottolineato Palmizio – facendo un accordo con lo Stato, così come le altre religioni, sarebbe stato diverso. Ma siccome tutto questo ancora non è avvenuto, un albo potrebbe essere uno sprone a farlo».La prima obiezione che la sinistra porterebbe avanti è che si creerebbe un’occasione per schedare gli imam o di creare bersagli. Ma per Palmizio la proposta va in senso contrario perché sarebbe a garanzia delle stesse guide religiose, contribuendo ad accrescere il controllo sulle infiltrazioni e farebbe emergere il portato reale degli imam riconosciuti che oggi è sconosciuto. «Nessuno sa quanti siano gli imam in Italia spiega Palmizio al Giornale anche perché molte moschee sono abusive».Il deputato ha già promesso di interessare il ministro Alfano e di portare la proposta in Commissione. Invece di chiudere le moschee, la proposta va nella direzione di regolamentarle e farle emergere alla luce. La pdl prevede inoltre che siano le prefetture a controllare i requisiti. Tra questi: la residenza legale in Italia da almeno cinque anni, la maggiore età, l’assenza di condanne penali e il parlare fluentemente l’italiano.

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