LA RIVOLTA DELLE DONNE NEL QUARTIERE VASTO DI NAPOLI. PITBULL PER DIFENDERSI DAL DEGRADO DEGLI IMMIGRATI

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Dove lo Stato non intervenie, meglio difendersi con i pitbull. I cani antistupro.

L’idea è venuta ad una donna napoletana che vive nel quartiere Vasto del capoluogo campano. Una zona da qualche tempo finita nelle mani degli immigrati. “Hanno cercato di aggredirmi, di rapinarmi. Per fortuna adesso ho Zeus, lui percepisce il pericolo. Ringhia e li mette in fuga”, ha raccontato la donna a La Verità.

“Senza di lui non esco di casa, ormai è impossibile”, dice Monica Caterino che ormai si sente abbandonata da Stato, Comune e tutte le istituzioni che dovrebbero intervenire per renderle la vita se non migliore, almeno normale. Senza la paura di rapine o stupri.

Secondo quanto racconta La Verità, nel quartiere Vasto la notte scorsa un immigrato ha distrutto una gazzella dei carabinieri e terrorizzato l’intero quartiere. Ma non è il primo caso. Monica lo definisce “una polveriera pronta ad esplodere”. “Tutto è nato in parrocchia – ha raccontato – nella chiesa del Buon consiglio. È qui che abbiamo iniziato a interrogarci su cosa fare per non soccombere davanti agli assalti che l’ ondata di immigrati senza controllo ha portato nel nostro quartiere”. La risposta è stata affidarsi a pitbull capaci di “percepire il pericolo”. Ogni venerdì si vedono alle 19 e con i loro cani realizzano una ronda contro il degrado. Vogliono liberare la zona dal degrado che la rende invivibile.

La situazione è drammatica. “I mariti si alternano con le auto per farci uscire dal quartiere“, racconta una mamma. “La mia bimba indossava un vestito di carnevale, un uomo di colore ha cercato di afferrarla e le si è avvicinato per baciarla sulla bocca”, aggiunge un’altra. E ci sono ragazze che hanno subito più di una tentata violenza sessuale. Il problema? Gli immigrati che “passano le giornate agli angoli delle strade, a ubriacarsi e a partecipare a liti – racconta una donna a La Verità – La vede quella campana della raccolta differenziata? È il loro arsenale. Da lì prendono le bottiglie per sfidarsi all’ ultimo colpo”.

via Il Giornale