Il Sud con Salvini

La Turchia prende i soldi Ue per lasciare morire i migranti

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Torna a esplodere l’emergenza immigrazione. Nemmeno l’inverno e le temperature rigide fermano l’ondata di clandestini in marcia per l’Unione europea.

Tanto che il tragico bollettino dei morti deve essere aggiornato in continuazione. Lungo la costa turca sono stati trovati i cadaveri di trentaquattro siriani. Tutti buttati sulla spiaggia, lambiti dalle onde del mare, senza vita. Tre erano bambini, anch’essi senza più vita in corpo. Qualche chilometro più in là, nel sud-est della Turchia, un bambino di appena quattro mesi è stato stroncato dal freddo, morto in una tenda sotto gli occhi dei suoi genitori. È così che Recep Tayyip Erdoğan, dopo essersi intascato 3 miliardi di euro dall’Unione europea, non ferma l’invasione

Un altro barcone carico di immigrati, che stavano cercando di raggiungere l’isola greca di Lesbo, è affondato lungo la costa egea della Turchia. Solo una dozzina dei disperati che cercavano di mettere piede nel Vecchio Continente è riuscita a farcela. Le autorità locali li hanno recuperati prima che morissero affogati. Non c’è stato niente da fare per gli altri trentaquattro. Quando i turchi se ne sono accorti, i loro corpi senza vita erano già stati portati dalle onde sulle spiegge turche. La maggior parte dei cadaveri sono stati trovati sul litorale, nel quartiere di Ayvalik, mentre una diecina sono stati scoperti nel distretto di Dikili. Un filmato della Reuters ha mostrato un corpo avvolto da un giubbotto di salvataggio arancione lambito dalle onde. E, mentre nel Mar Mediterraneo gli immigrati muoiono affogati, nella marcia verso l’Europa vengono stroncati dal freddo. Faris Khidr Ali, un bimbo siriano di quattro mesi che viveva insieme alla famiglia in una tenda senza combustibile né elettricità, è stato ucciso dal freddo. Negli ultimi giorni Batman, cittadina nel sud-est della Turchia, è stata investita da un’ondata di freddo, con forti nevicate, che questa mattina sono risultate letali per il piccolo Faris. “Siamo scappati dalla morte – ha detto alla Cihan il padre del bimbo – ma siamo arrivati qui perché mio figlio morisse congelato”.

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Dalla Turchia continuano a confluire ondate di immigrati. Svezia e Danimarca hanno deciso di riprendere i controlli alle frontiere in deroga a Schengen. Il commissario europeo per i migranti, il greco Dimitris Avramopoulos, ha convocato per domani una riunione con i ministri degli Interni di Svezia, Danimarca e Germania per discutere della crisi degli immigrati e, soprattutto, degli accordi di Schengen sulla libera circolazione delle persone. “In Europadobbiamo mirare tutti allo stesso scopo – ha commentato il ministro degli Esteri tedesco, Frank-Walter Steinmeier – trovare una soluzione europea per il flusso di profughi e proteggere le nostre frontiere esterne dell’Ue”. Gli accordi, però, non vengono trovati. E anche quando vengono sottoscritti, come il caso della Turchia, è un attimo perché vengano disattesi. E il Vecchio Continente si trova sempre più invaso dagli immigrati.

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