Il Sud con Salvini

La vita delle donne ai tempi di Eurabia

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Le donne che vivono ai tempi di Eurabia hanno paura, non ammetterlo è come nascondersi dietro a un dito. Le donne hanno paura di uscire da sole, hanno paura di mettersi qualcosa di provocante, hanno paura di apparire “troppo donne”. E quando lo fanno,quando vincono la paura, accadono fatti come quelli di Colonia che le rigettano immediatamente nella paura, nello sgomento.

Perché continuare a negare l’evidenza? Perché continuare a nascondere questa paura che non colpisce solo le donne delle grandi città ma colpisce anche le donne dei piccoli centri, delle cittadine e dei paeselli? Quele motivo spinge la società a evitare di affrontare questo spinoso argomento che ha scaraventato l’Europa indietro di decenni?

Eppure proprio le donne hanno cambiato il mondo con le lotte sulla parità di genere, sull’acquisizione dei Diritti paritari a quelli degli uomini. Sono state le donne con l’acquisizione dei diritti a portare l’occidente nell’era moderna. Accettare che persone di altre credi ci vogliano riportare indietro nel tempo non è solo un errore, è un suicidio.

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Sconvolge il fatto che dopo i gravissimi fatti di Colonia ci siano politici, come il sindaco della città tedesca, Henriette Reker, che invece di condannare senza fraintendimenti l’accaduto si affanni a dettare “regole di comportamento” alle donne. Stupisce il silenzio del mondo femminista o il benaltrismo di taluni sostenitori della immigrazione selvaggia che invece di tacere e fare mente locale sulla gravità di quei fatti preferiscono cercare attenuanti o colpe dove non ci sono.

Se non capiamo che le libertà delle donne occidentali, ottenute con decenni di lotte, sono messe in serio pericolo dalla costituzione di quella che Oriana Fallaci chiamava Eurabia, allora possiamo veramente dire addio alle nostre convinzioni e al nostro modo laico di vivere. Se non lo capiamo ci meritiamo di vivere sotto il giogo dello Stato Islamico, ci meritiamo i territori sottomessi alla Sharia (in Gran Bretagna, Svezia e persino in Germania), ci meritiamo che politici “progressisti” ci dettino le regole di comportamento e abbigliamento da seguire per non “provocare” questi “poveri uomini” che credono che le donne siano un oggetto o, nella migliore delle ipotesi, un essere umano inferiore.

Se, come sembra sempre più evidente, nemmeno i gravissimi fatti di Colonia serviranno a risvegliare in noi un po’ di orgoglio occidentale e la consapevolezza che Eurabia si sta lentamente divorando tutti i nostri Diritti acquisiti, allora questa Eurabia ce la meritiamo.

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