L’AGENTE SOSPESO PER GLI “INSULTI” ALLA NUOVA RISORSA, LA POLIZIA NON CI STA: “LA LIBERTÀ DI PENSIERO ESISTE ANCHE PER GLI OPERATORI DELLE FORZE DI POLIZIA”

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La polizia non ci sta. Dopo la sospensione del poliziotto per aver filmato un extracomunitario che viaggiava in sella a una bicicletta nella corsia di emergenza dell’autostrada, i colleghi si schierano al fianco dell’agente “ingiustamente punito”.

“A nostro avviso quanto avvenuto in questi giorni è solo l’ultimo esempio che dimostra quanto oggi, nonostante l’utilizzo massiccio di social, chi indossa una divisa non possa esprimere liberamente la propria opinione”, attacca Matteo Bianchi, Segretario Generale Regionale del Coisp Liguria.

Anche i poliziotti hanno loro idee e nessuno può impedirgli di esprimerle. “Chi lo fa viene severamente punito – continua Bianchi – quasi che si debba avere paura di parlare in un Paese libero”.

Questa mattina anche Matteo Salvini si è schierato a difesa dell’agente: “Io sto con questo Poliziotto! Altro che sospensione, merita un premio per aver evitato morti o feriti. È la Boldrini che ha sbagliato lavoro”.

Anche perché quel video, in cui si vedeva un immigrato pedalare in autostrada, è solo la punta dell’iceberg di quanto sta accadendo in Liguria.

Basti pensare a Ventimiglia, diventato ormai un tappo in cui si raccolgono tutti i disperati che sperano di passare il confine con la Francia.

“Purtroppo episodi come questi sull’autostrada Torino – Bardonecchia non sono cosi rari – spiega Bianchi – avviene spesso che immigrati abbandonati a loro stessi, senza la minima conoscenza delle regole italiane, circolino dove non potrebbero, mettendo a repentaglio la loro incolumità e quella degli automobilisti”.

Nei giorni prossimi il Coisp organizzerà una pedalata di solidarietà per il collega. “Non condividiamo la decisione della sospensione – continua Bianchi – anche se capiamo che le parole del video potrebbero aver leso la sensibilità di qualcuno, ma nello stesso tempo vogliamo fortemente rimarcare che questo è esclusivamente il frutto dell’esasperazione di una categoria mai tutelata. Sono le conseguenze del fatto che le nostre istanze rimangono quasi sempre disattese”.

Fonte: Qui