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L’ALLERTA DEGLI 007: “GENOVA NEL MIRINO DELL’ISIS, È L’OBIETTIVO PER UNA STRAGE”

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Una rete di chilometri che si estende nel sottosuolo tra tunnel e gallerie comunicanti tra loro. I reparti speciali anti-terrorismo, in questi giorni, li stanno ispezionando palmo a palmo, per realizzare una mappa completa fondamentale in caso d’attacco. Poi c’è via Venti Settembre, da blindare e, ancora, la promenade sul mare di corso Italia da mettere in sicurezza.

Genova è corsa contro il tempo per impedire che quanto visto a Barcellona avvenga anche nel capoluogo ligure. La città, infatti, è inclusa nell’allerta di un servizio di intelligence straniero che ha posto particolare attenzione su alcune città, tra cui appunto Genova. Nel caso di Barcellona, l’attentato era stato messo in atto pochi giorni dopo i video e i messaggi online dell’isis, inneggianti alla riconquista di El Andalusia, l’attuale penisola iberica, da parte dei musulmani.

La paura è che la stessa sequenza, dopo l’allarme degli 007 e i filmati con il Colosseo, Pantheon e piazza della Repubblica coperti di sangue, possa riprodursi anche in Italia. E, come successo in Spagna, non è detto che i terroristi intendano colpire la capitale del Paese. Come già in Spagna (barcellona) o in Francia (Nizza), potrebbero puntare su una grande città affacciata sul Mediterraneo.

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In particolare, quel che suggerisce di trattare il caso-Genova con particolare cautela è il fatto che la Liguria è ritenuta in questo momento una delle regioni a maggior rischio per la presenza di gruppi fondamentalisti. In particolare due, divisi tra il capoluogo e il Ponente: undici persone in tutto tra marocchini e tunisini.

Il Viminale e il pool antiterrorismo li ritengono pericolosi: potrebbero entrare in azione loro, oppure fare da sponda per altri gruppi in arrivo dal Nordafrica. Ed è per questo che nelle ultime settimane i controlli al porto, come riporta il quotidiano La Stampa, sono stati molto intensificati. Sia sulle banchine sia sulle navi in arrivo. E blocchi di cemento sono stati posizionati a protezione della Stazione Marittima.

Fonte: qui

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