Al contrario dell’Italia l’Australia fa di tutto per proteggere i propri confini tant’e’ che e’ uno dei pochi se non l’unico paese ad essere riuscito a fermare l’arrivo di barconi carichi di immigrati.

A tale punto sarebbe logico pensare che per il governo australiano l’immigrazione non e’ piu’ un problema ma non e’ affatto cosi’.

Infatti proprio nei giorni scorsi il primo ministro australiano Malcolm Turnbull ha dichiarato di voler sostituire l’attuale visto per il lavoro temporaneo con uno molto piu’ rigido che richiede un’ottima conoscenza della lingua inglese e competenze piu’ specifiche.

Ad essere messo sotto accusa e’ il visto 457 usato per importare lavoratori qualificati, molti dei quali europei, e permettere agli stessi di portare anche familiari.

Tale visto avrebbe dovuto coprire carenze di personale qualificato ma di fatto e’ stato abusato dalle aziende per assumere lavoratori a basso costo e negare ai cittadini australiani opportunita’ di lavoro.

Turnbull ha ammesso che l’Australia e’ e sara’ sempre un paese di immigrati ma questo non significa che gli immigrati debbano rubare il lavoro agli australiani specificando che i nativi australiani debbano avere la priorita’ nell’assegnazione di posti di lavoro.

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Al momento sono 95mila gli immigrati arrivati col visto 457 – dei quali la metà arriva dall’Europa e il resto dall’Asia e dal Sud America – che dovranno adattarsi ai cambiamenti annunciati dal primo ministro australiano che prevedono una riduzione delle professioni eleggibili con questo visto, una durata di due anni che puo’ essere estesa di quattro a condizione di avere un’ottima conoscenza della lingua inglese.

In questo link e’ possibile sentire la dichiarazione fatta alla stampa da Turnbull:

http://www.express.co.uk/news/world/793121/Australian-jobs-English-speakers-temporary-work-visa-Prime-Minister-Malcolm-Turnbull

Questa storia e’ stata riportata da diversi quotidiani britannici ma censurata in Italia perche’ darebbe fastidio ai tanti che si stanno arricchendo con gli sbarchi degli immigrati.

Noi ovviamente non ci stiamo e abbiamo deciso di riportare questa notizia perche’ vogliamo dimostrare che fermare questa invasione e’ possibile.

GIUSEPPE DE SANTIS

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