L’avanzata dell’ISIS in Libia non s’arresta, sul campo combattono sei mila miliziani

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A dare i numeri, è il caso di dire, è il generale Usa David Rodriguez – comandante in capo dell’Africom (il Comando operativo di Washington in Africa), che in un’intervista ha quantificato in circa 6mila unità gli operativi dello Stato islamico al momento in attività in Libia. Numero pari a circa il doppio di quanto stimato nel 2015.

La Libia sta diventando il nuovo avamposto di Daesh in Nord Africa. Un’affermazione, questa, che potrebbe sembrare ormai banale se non scontata, se non fosse che a confermala è il generale David Rodriguez, comandante in capo dell’Africom Usa. L’alto ufficiale Usa ha dichiarato in un’intervista rilasciata ad un giornale algerino, che al momento le fonti dell’intelligence di Washington stimano in circa 4-6mila unità — ovvero circa il doppio rispetto allo scorso anno —, la presenza di miliziani islamici presenti sul territorio di Tripoli e attivi nei combattimenti che da mesi stanno interessando l’intero paese.

La presenza degli uomini fedeli ad Abu Bakr al Baghdadi è segnalata in molte aree della nazione, alcune di queste ritenute di grande importanza strategica sia dal punto di vista logistico-militare che da quello economico. Oltre alla città di Sirte, si segnalano presenze rilevanti dei guerriglieri in nero anche a Bengasi, Derna e nella parte orientale di Sabrata.

E secondo molti osservatori la presenza dei terroristi islamici sul territorio libico si sta espandendo, complice anche l’eccezionale fragilità politica e quindi militare che caratterizza il paese da troppo tempo. L’assenza di un comando unificato che contrasti la presenza dei jihadisti, le dispute tra i vari governi nazionali e le tribù che li sostengono, hanno fatto sì che le truppe di Daesh potessero attecchire con facilità nel territorio, spingendosi in particolar modo verso la parte meridionale del paese, ritenuta di particolare importanza per il confine con Chad e Sudan da cui passano spesso le milizie armate.

Alla luce di questi dati, anticipati alcune settimane fa anche da Martin Kobler (inviato speciale delle Nazioni Unite in Libia), appare sempre più evidente quanto sia urgente e necessaria la formazione di un governo di unità nazionale che contrasti sul campo l’avanzata delle formazioni islamiste che minacciano il paese, l’intero Nord Africa e l’Europa.

Fonte: Sputnik