LE MONDE IN PRIMA PAGINA: ”MAGGIORANZA DEI FRANCESI STUFA DELLA UE QUANTO I BRITANNICI. IL FREXIT VINCERA’ CON LA LE PEN

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FRENCH FAR-RIGHT PARTY FRONT NATIONAL (FN) PRESIDENT MARINE LE PEN DELIVERS HER STATEMENT AFTER THE FIRST ROUND OF THE FRENCH REGIONAL ELECTIONS IN NORD-PAS-DE-CALAIS-PICARDIE REGION, IN HENIN-BEAUMONT, NORTHERN FRANCE ON DECEMBER 6, 2015. LE PENPOLLED 40% OF THE VOTES WHILST HER PARTY RANKS AT THE FIRST PLACE OF FRANCE S POLITICAL PARTIES. PHOTO BY BAKOUNINE

PARIGI – Si conosce molto poco questa Inghilterra profonda che ha votato per la Brexit, anche se guardando la mappa finale dei collegi emerge che solo poche “isole” hanno preferito dare la maggioranza al “remain” al contrario di quello che l’informazione filo-Ue italiana ha raccontato.

Ora la domanda che molti si pongono è: quale sarà il prossimo stato che dirà addio alla perfida Bruxelles?Sembrano esserci pochi dubbi, al riguardo: la candidata al primo posto è la Francia, della quale però l’informazione omologata italiana racconta assai poco.

Ebbene, ci ha pensato un grande quotidiano francese a colmare la lacuna: “Anche in Francia c’è una relatà profonda e diffusa di disprezzo e rifiuto dell’Unione europea equivalente a quella che ha fatto prevalere il Brexit giovedì 23 maggio in Gran Bretagna”  scrive sul quotidiano progressista “Le Monde” il direttore aggiunto Benoit Hopquin, per significare l’attenzione al tema.

“E quando gli inviati dei media di tutto il mondo parlano delle fratture sociali e culturali rivelate nel Regno Unito dal referendum del 23 giugno – prosegue l’articolo in rpiam pagina oggi su Le Monde in edicola – le stesse fratture si possono rilevare in Francia, esattamente le stesse”.

“Si possono citare innumerevoli cittadine, paesi e borghi francesi che assomigliano in tutto e per tutto a quelli che in Gran Bretagna hanno fatto pendere la bilancia dello scrutinio in favore del Leave: fuori dai circuiti turistici, ci si va solo quando si deve” – prosegue a scrivere il vice direttore di Le Monde.

“Assimilare queste zone semi-urbane alla campagna e’ far prova di ignoranza; si dice cittadina di provincia e così non si dice niente, poi c’è chi scrive in mancanza usando definizioni semplicistiche e superficiali come Francia periferica, Francia dimenticata o Francia invisibile, quando invece è in questa Francia che vivono e lavorano la maggioranza dei cittadini”.

“Lontano da Parigi e da Bruxelles – accusa senza mezzi termini Le Monde – queste localita’ sono dominate da un senso di abbandono e persino di inutilità politica, vi regna una certa inerzia che e’ una forma ultima di resistenza alla mondializzazione febbrile. Come raccontare questo miscuglio di quieto quotidiano e di inquietudine per il futuro? Questa Francia e’ abitata da gente che non parla molto, e che pure quando parla viene perlopiù ignorata: gente che ritiene di non avere più nulla da perdere che non abbia già perduto”.

“E’ proprio questo aspetto disperato – scrive Benoit Hopquin – che e’ il piu’ inquietante per chi ama la Ue: queste cittadine voterebbero “Si” se un domani dovesse essere organizzato un referendum sulla “Frexit”. Reagirebbero proprio come gli elettori di quell’Inghilterra definita superficialmente profonda, e che invece è maggioranza. E gia’ si può subodorare come voteranno alle elezioni presidenziali del 2017″.

Fonte: Il Nord