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Le tracce dei terroristi in Italia: dalle carte di credito alle auto

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Le intelligence di mezza Europa cercano i sanguinari autori della Strage diParigi. il most wanted è sicuramente Salah Abdeslam.

Ma non è l’unico terrorista a essere finito nel mirino dei servizi. Si parte dagli indizi, che non sono pochi. Si parte da una Citroën con targa belga intestata aAbraimi Lazez, 39enne marocchino residente a Bruxelles. E da una carta di credito utilizzata la scorsa estate in Italia e risultata ancora attiva fino al 13 novembre scorso, il giorno della mattanza che ha messo in ginocchio la Francia. Eppure la caccia per catturare Salah Abdeslam rischia di finire in farsa.

Gli investigatori e gli 007 lo stanno cercando ovunque. Sicuramente in Francia e in Belgio. Ma anche in Olanda. Uno sguardo, poi, lo stanno buttando anche in Turchia e in Grecia. Ma soprattutto lo cercano nel nostro Paese. “L’analisi dei tabulati dei telefoni cellulari internazionali, l’elenco dei pagamenti, i contratti di affitto delle vetture utilizzate nei mesi antecedenti forniscono una prima ricostruzione degli spostamenti degli uomini del commando e dei loro fiancheggiatori – spiega Fiorenza Sarzanini sul Corriere della Sera – accreditano l’ipotesi che Abdeslam possa aver trovato rifugio ad Anderlecht, in attesa di partire per la Siria. E fanno aumentare il timore che alcuni di loro possano decidere di entrare nuovamente in azione, di continuare quella missione di morte già portata a termine dai sette kamikaze di venerdì scorso e dall’ottavo che si è fatto esplodere nell’appartamento di Saint Denis trasformato in un covo dai componenti della cellula”. Gli investigatori italiani hanno già consegnato ai servizi francesi le prove del passaggio di Abdeslam in Italia.

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Lo scorso luglio Salah viaggiava per l’Italia con Ahmed Dahmani, 26enne belga di origini marocchine membro del commando che dieci giorni fa ha attaccato Parigi. Dopo aver affittato un’auto in Belgio, i due arrivano a Bari. E da qui, il primo agosto, prendono il traghetto per Patrasso. “Hanno una carta di credito prepagata che utilizzano per effettuare il rifornimento di carburante e pagare i pedaggi autostradali – spiega ancora la Sarzanini – in Grecia non la usano, per quattro giorni di loro non c’è alcuna traccia. Il sospetto è che siano andati ad incontrare qualcuno per prendere ordini, forse addirittura la pianificazione dellastrage di Parigi. Potrebbero essersi spinti fino in Turchia, addirittura in Siria. L’ipotesi che possano aver incontrato Abdelhamid Abaaoud, 28 anni non trova al momento conferma”. In quei giorni, secondo le verifiche effettuate nelle ultime ore, il belga kamikaze indicato come la “mente” dell’operazione sarebbe stato infatti in Belgio. Il 5 agosto Salah Abdesla e Ahmed Dahman sono di nuovo a Bari. “La carta segnala almeno tre rifornimenti, le spese non superano mai i 60 euro- si legge sul Corriere della Sera – il 6, ultimo avvistamento con un controllo della Stradale in provincia di Padova e dopo poche ore sono fuori dall’Italia”. Quindi, si accertano altri pagamenti in Belgio. La carta rimarrà, quindi, attiva fino a poche ore prima degli attentati di Parigi.

Dopo gli attacchi Dhamani si sposta prima in Belgio, poi in Olanda. Il 18 novembre prende un volo da Amsterdam e raggiunge la Turchia dove lo aspettano i siriani Ahmed Tahir e Mohammed Verd. Il loro compito è di “portarlo al sicuro nelle terre del Califfato. Ma in un albergo di Antalya, località costiera della Turchia, finisce la sua fuga. Viene, infatti, arrestato in un blitz. “È stato catturato con un controllo casuale – scrivono i giornali locali citando fonti dell’intelligence – se fosse stato inserito nella lista nera degli oltre 25mila sospetti foreign fighter a cui Ankara vieta l’ingresso proprio per evitare che possano unirsi all’Isis in Siria, avremmo potuto fermarlo già in aeroporto”. Ma, se la Francia non ne chiederà l’estradizione, Dhamani potrebbe tornare in libertà. “Non ha commesso reati in Turchia – spiegano ad Ankara – al momento rischia la semplice espulsione”.

Gli spostamenti di Dhamani spingono gli investigatori a estendere le ricerche di Salah anche all’Olanda. Sabato Abdeslam viene infatti avvistato, a bordo di una Citroën, ad Anderlecht. Dalla targa risalgono così a Abraimi Lazez. All’interno della vettura vengono trovate una pistola e alcune macchie di sangue. Ma rimane ancora tutto aperto.

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