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L’FBI INTERROGA HILLARY CLINTON E LE SUE QUOTAZIONI PRECIPITANO: SOLO IL 31% HA FIDUCIA IN LEI, CONTRO IL 56% PER TRUMP

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WASHINGTON – Il Federal Bureau of Investigation statunitense, la famosissima FBI, ha interrogato la candidata democratica Hillary Clinton sabato e domenica appena trascorsi nel tentativo di fare chiarezza sulla sua decisione di dirottare la corrispondenza ufficiale a un server di posta elettronica privato, durante il suo mandato alla guida del dipartimento di Stato Usa.

Il “colloquio” – che è stato un vero e proprio interrogatorio – con gli investigatori federali e’ durato oltre tre ore, e non fa che confermare la grave sfiducia di cui la Clinton “gode” presso l’elettorato Usa, a sole 3 settimane dalla coronazione ufficiale che le verra’ tributata alla convention nazionale del partito.

Negli ultimi giorni l’immagine della Clinton ha subito altri durissimi colpi: per ultimo, il rapporto della maggioranza repubblicana alla Camera sull’attacco al consolato di Bengasi del 2012, che vede la Clinton, allora segretaria di Stato, principale imputata per l’assenza di adeguate misure di sicurezza e per le bugie sulla natura dell’attacco nelle ore immediatamente successive.

Pochi giorni fa, inoltre, il Congresso ha pubblicato una serie di e-mail che la Clinton non aveva concesso agli investigatori, ma che provano come i suoi collaboratori l’avessero inutilmente spronata a non dirottare la posta elettronica ufficiale a un server privato, in violazione delle linee etiche dell’amministrazione.

Non bastasse, la scorsa settimana il marito della Clinton, l’ex presidente Bill Clinton, passato alla storia per i suoi tradimenti coniugali con ragazzine, ha sollevato un vespaio di polemiche salendo a bordo del jet privato della procuratrice generale Loretta Lynch a Phoenix, proprio mentre la moglie e’ imputata per la questione delle email.

In gran parte dei sondaggi d’opinione condotti negli Usa, sottolinea perfino il quotidiano di certa fede politica democratica qual è il “Washington Post”, anche una porzione significativa di chi intende votare la Clinton alle elezioni presidenziali ritiene che la Democratica abbia mentito all’opinione pubblica e che abbia qualcosa da nascondere.

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La diretta interessata imputa la sfiducia dell’elettorato ai suoi oppositori: “Se per 25 anni mi vengono rivolte le accuse piu’ disparate, e’ naturale che la gente inizi a interrogarsi… avversari politici e cospirazionisti mi hanno accusato di qualsiasi nefandezza. Nulla di tutto questo e’ vero, non lo e’ mai stato”, ha affermato la Clinton.

Se anche fosse, ma non è, i coniugi Clinton hanno fatto tutto il possibile per avvalorare queste accuse. Basti pensare, come sottolinea sempre il quotidiano Washington Post, all’opacita’ con cui e’ stata e continua ad essere gestita la loro fondazione benefica, destinataria di decine di milioni di dollari in donazioni esentasse dalle fonti piu’ disparate, inclusi diversi governi di Stati autoritari del Medio Oriente coinvolti con il terrorismo dell’isis.

Per tentare di “ripulire” la propria immagine, Clinton si prepara ora a condurre una settimana di campagna elettorale al fianco del presidente uscente, Barack Obama, e del vicepresidente Joe Biden. Obama, contrariamente a molti suoi predecessori, si e’ gettato a capofitto nella campagna elettorale per sostenere la candidata del suo partito e scongiurare una vittoria del repubblicano Donald Trump.

Anche il vicepresidente Biden e’ sceso in campo con convinzione a fianco della Clinton: “Fare da garante a un candidato e’ difficilissimo”, ha spiegato in una recente intervista. “Quando si fa da garante a qualcuno, e’ come dire: ‘Metto in gioco la mia reputazione. Sono convinto che questo candidato sia una buona persona, che abbia carattere”.

Washington Post, però, cita un recentissimo sondaggio pubblicato da Nbc News e dal “Wall Street journal” la scorsa settimana, per il quale il 69 per cento degli americani pensa che la reputazione accumulata da Clinton negli anni la renda indegna di fiducia.

Quindi, solo il 31 per cento crede alla Clinton, mentre per ciò che riguarda Donald Trump, stando allo stesso sondaggio, il 56 per cento crede e ha fiducia nelle sue parole. E lo scrive il Washington Post.

Fonte: Il Nord

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