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Libia, l’Isis terrorizzata da un cecchino misterioso: eliminati tre comandanti in dieci giorni

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I comandanti dello Stato islamico in Libia vivono nel terrore a causa di un cecchino infallibile che ha eliminato tre figure di alto profilo dell’organizzazione terroristica in soli dieci giorni.

Tra gli uomini del califfo, iniziano a chiamarlo “il cacciatore” e le sue gesta stanno infiammando i social di mezzo mondo.

Il primo bersaglio del “cacciatore” è stato Hamad Abdel Hady, cittadino sudanese eliminato con un colpo preciso il 13 gennaio scorso. Componente del tribunale della sharia della città libica, era considerato un uomo violento e spietato. E’ stato eliminato mentre usciva da un ospedale.

Il “cacciatore” ha inquadrato il suo secondo bersaglio, Abu Mohammed Dernawi, il 19 gennaio scorso, nei pressi della sua abitazione. Terrorista già noto in Occidente, è stato colpito con un preciso colpo sulla fronte nei pressi della sua abitazione.

L’ultimo target del cacciatore è stato il comandante meridionale delle truppe dello Stato islamico in Libia, Abdullah Hamad al Ansari, ucciso il 23 gennaio mentre stava uscendo da una moschea.

Questi tre bersagli eliminati nel giro di pochi giorni, hanno messo in allarme l’intera organizzazione che ha raddoppiato le misure di sicurezza ed iniziato una caccia spietata al cecchino. Del “cacciatore” non si sa praticamente nulla. Per alcuni sarebbe originario di Misurata.

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Le sua capacità di “targeting leader” a distanza fanno presupporre che sia un ex militare altamente addestrato. Sui social, intanto, il “cacciatore” è ormai divenuto l’antieroe della lotta contro i terroristi in Libia. Le gesta del misterioso cecchino hanno raggiunto anche gli Stati Uniti. C’è un cecchino che continua a colpire figure di alto profilo in Libia – ha scritto poche ore fa sul suo account Facebook Tim Kennedy, ex berretto verde ed atleta dell’Ultimate Fighting Championship, nel mirino dello Stato islamico – sfortunatamente io sono in Texas, ma mi farò una birra in onore del cacciatore. Ben fatto.

Kennedy, pochi giorni fa, riferendosi ai miliziani del califfato scrisse su Facebook: “lasciate che quei vigliacchi vengano da noi. Dovrei avere paura di un gruppo di codardi che scrivono sui social? Sanno dove trovarmi. E sapete un’altra cosa? Anche altri miei fratelli (berretti verdi) non vedono l’ora di incontrarli”. Essendo un personaggio pubblico molto noto negli States e tra gli amanti dell’UFC a livello mondiale, il suo post ha ricevuto “particolari” attenzioni.

Kennedy ha servito come berretto verde nel 7 ° Gruppo delle Forze Speciali USA ed è attualmente un sergente di prima classe con la Guardia Nazionale del Texas.

Ritornando al “cacciatore”.

Molti dettagli lasciano supporre che il cecchino possa essere proprio un elemento dei reparti speciali americani. Sappiamo che da circa due settimane, un piccolo contingente formato esclusivamente da operatori dei reparti speciali, Navy SEAL, Delta Force e Berretti Verdi, è presente in Libia. Oltre alla consulenza militare, non è escluso che le unità siano state schierate in operazioni ombra “targeting leader” e “hunter killer”. Che il cacciatore sia stato (o lo sia ancora adesso) un militare, ci sono pochi dubbi. La cosa certa è che in Libia i terroristi dello Stato islamico iniziano ad avere paura. L’Occidente, intanto, continua ad attendere il prossimo bersaglio del “cacciatore”.

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