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L’ISIS E’ PRONTO ALLA GUERRA IN LIBIA: ADDESTRA SOLDATI E RIATTIVA UN AEROPORTO. OBAMA ORDINA DI PREPARARE L’ATTACCO.

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Il presidente degli Stati Uniti, Barack Obama, ha ordinato ai suoi consiglieri di continuare le attivita’ anti-terrorismo per contrastare l’espansione dello Stato islamico in Libia e in altri paesi. La ha reso noto ieri -questa mattina nelle prime ore, in Europa – la Casa Bianca attraverso un comunicato.

Nello specifico, , Obama ha chiesto al suo “team” per la sicurezza nazionale di “proseguire gli sforzi per rafforzare la governance” e di “sostenere gli sforzi antiterrorismo in corso in Libia e in altri paesi dove l’Is ha cercato di stabilire una presenza”, si legge nel comunicato.

Sempre ieri, il segretario Usa alla Difesa, Ashton Carter, ha dichiarato in una conferenza stampa che lo Stato islamico sta creando in Libia dei centri di addestramento per combattenti stranieri ricalcando quanto fatto in Iraq e in Siria negli anni passati. “Questa e’ la ragione per cui stiamo osservando la situazione da vicino. Questo e’ il motivo cui stiamo sviluppando opzioni per possibili azioni (militari) in futuro”, ha detto Carter. Mercoledi’ scorso, 27 gennaio, il portavoce del Pentagono, Peter Cook, ha confermato che gli Stati Uniti hanno inviato “un ristretto numero di militari” in Libia per avviare “colloqui con le forze locali per avere un quadro piu’ chiaro di cio’ che sta succedendo esattamente. Stiamo cercando di preparare opzioni militari”, ha detto Cook in conferenza stampa.

I miliziani dello Stato islamico hanno avviato un addestramento speciale delle proprie truppe a Sirte, in Libia, in vista di un attacco contro la citta’. Secondo quanto riporta il sito informativo libico “al Wasat”, in concomitanza dell’arrivo di nuove leve straniere a Sirte, provenienti dal sud del paese, il gruppo terroristico ha tenuto dei corsi di addestramento obbligatori per gli uomini della vecchia polizia e del vecchio esercito libico passati nelle loro file. Al corso partecipano piu’ di 210 agenti e ufficiali della polizia del passato regime di Muammar Gheddafi. Sono previste lezioni sul jihad da parte di imam provenienti da Bahren, Tunisi, Iraq e dalla stessa Libia.

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Secondo quanto riferito dai media locali, nei giorni scorsi i miliziani dello Stato islamico hanno deciso di riaprire l’aeroporto di Gardabya, a sud di Sirte, con circa 100 uomini dispiegati nello scalo. Dallo scorso 23 gennaio il gruppo jihaista sta ripulendo la pista di atterraggio e sta ristrutturando la torre di controllo e il terminal riparando anche le luci. Testimoni parlano di movimenti insoliti da parte dei terroristi dello Stato islamico intorno allo scalo. Fino alla conquista da parte dello Stato islamico nel maggio 2015, l’aeroporto di Gardabaya ha servito anche come base aerea per l’aviazione libica e in particolare e’ stata sede di due squadroni di bombardieri Su-22.

Queste operazioni di ripristino dello scalo possono preannunciare l’uso di aerei da parte dell’Isis per clamorose quanto catastrofiche azioni di guerra o di attacco a civili anche in Italia, data la vicinanza: Roma è a meno di un’ora di volo.

Intanto, la popolazione della localita’ libica di Ras Lanuf, nell’est della Libia, e’ stata spaventata la notte scorsa dal frastuono di aerei non identificati che hanno sorvolato per diversi minuti la citta’ sede della piu’ importante raffineria di petrolio del paese, un complesso petrolchimico, gli oleodotti di Defa-Ras Lanuf, Amal-Ras Lanuf e Messla-Ras Lanuf.

Secondo i media libici si sarebbe trattato di aerei ricognitori non meglio identificati che hanno sorvolato la citta’ piu’ volte. Il rombo dei motori e’ stato udito in modo distinto dalla popolazione locale. Gli aerei hanno proseguito lungo la costa fino a Ben Giauad (Ben Jawad) citta’ nel centro del paese occupata ora dallo Stato islamico, a circa 60 chilometri da Ras Lanuf.

Oggi lo Stato islamico ha diffuso sui siti internet legati alla galassia jihadista le immagini di quella che definisce “la spedizione Marada”, in cui mostra la decapitazione di tre guardie poste a difesa dei siti petroliferi di una societa’ turca vicino a Ras Lanuf. L’episodio riguarda un attacco del gruppo jihadista ad un villaggio, quello di al Aqila, che si trova tra Brega e Ras Lanuf.

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