Il Sud con Salvini

L’Italia dichiara guerra al suo olio (e sceglie quello tunisino)

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È una vera e propria invasione di olio d’oliva tunisino: le importazioni dal Paese africano sono aumentate del 734% nel 2015 secondo i dati Istat presentati oggi dalla Coldiretti.

Esattamente oltre otto volte le quantità rispetto allo scorso anno, è questa la proporzione della disfatta relativa ai primi sette mesi dell’anno. I numeri sono stati forniti a Bari, nel corso della Giornata nazionale dell’extravergine italiano, organizzata daColdiretti, per far conoscere le caratteristiche e le qualità, accompagnando le scelte dei consumatori e combattendo gli inganni. Proprio nel nostro Paese, però, la situazione del comparto dell’olio è drammatica: secondo l’organizzazione degli imprenditori agricoli, in Italia si sta abbandonando la dieta mediterranea, con un taglio degli acquisti di olio di oliva del 25% negli ultimi 10 anni e con i consumi a persona scesi a 9,2 chili all’anno, dietro la Spagna con 10,4 chili e la Grecia che con 16,3 chili che domina la classifica.

Secondo la Coldiretti, quest’anno si sono registrati sbarchi record di olio dalla Tunisia che diventa il terzo fornitore dopo la Spagna. Il Paese iberico perde terreno anche a favore della Grecia, con l’aumento del 517% delle spedizioni elleniche verso l’Italia nello stesso periodo. Il risultato è che nel 2015 – evidenzia la Coldiretti – l’Italia si conferma il principale importatore mondiale di olio d’oliva nonostante l’andamento positivo della produzione nazionale.

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Peccato che troppo spesso non si capisca quando si sta per acquistare un olio “importato”. Il rischio concreto – spiegano dalla Coldiretti – è il moltiplicarsi di vere e proprie frodi e inganni, con gli oli di oliva provenienti dall’estero che vengono spesso mescolati con quelli nazionali per acquisire, con le immagini in etichetta e sotto la copertura di marchi storici, magari ceduti all’estero, una parvenza di italianità da sfruttare sui mercati nazionali ed esteri, a danno dei produttori italiani e dei consumatori. Sulle bottiglie di extravergine – precisa la Coldiretti – ottenute da olive straniere in vendita nei supermercati è infatti quasi impossibile, nella stragrande maggioranza dei casi, leggere le scritte ‘miscele di oli di oliva comunitari’, ‘miscele di oli di oliva non comunitari’ o ‘miscele di oli di oliva comunitari e non comunitari’ obbligatorie per legge nelle etichette dell’olio di oliva.

Una soluzione, in realtà ci sarebbe: “In queste condizioni – secondo il presidente della Coldiretti Roberto Moncalvo – per garantire la trasparenza di mercato occorre anche dare concreta applicazione alle norme già varate con la legge ‘salva olio’, la n.9 del 2013”.

Di Luca Cirimbilla

DA ulltimaribattuta.it

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