L’Italia precipita all’ottavo posto nel turismo mondiale

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Il bugiardissimo è la sua banda non perdono occasione per vantare i meravigliosi risultati ottenuti in ambito turistico, i disinformatori di professione innalzano odi al prode ed ai suoi fedeli, e poi ti arrivano questi maledetti dati internazionali che vanno a spiegare al mondo che il re è nudo. Il re italiano, ovviamente. Anzi, il tiranno. Perché l’Italia ante Renzi, negli anni 70, era la prima meta mondiale del turismo. Poi, certo, le cose sono cambiate. Gli Stati Uniti, forti dei numeri della popolazione, ci hanno superato. E negli ultimi anni anche i cinesi. Ci sono città cinesi semisconosciute che hanno più turisti di Venezia. Turisti cinesi, ma pur sempre turisti. Nella classifica, però, ci hanno superato in tanti. Eravamo diventati quinti, negli ultimi anni. Poi è arrivato il bugiardissimo ed ora siamo ottavi. Il turismo “puro”, senza indotto, ci garantisce 76,3 miliardi contro i 488 degli USA, i 224 della Cina, i 130 della Germania, i 103 della Gran Bretagna, gli 89 della Francia e gli 80 del Messico. Se si considera anche l’indotto superiamo il Messico ma ci sorpassa la Spagna. Eppure i cialtroni della disinformazione non perdono occasione per ricordare che, dal 2001 al 2015, gli arrivi di turisti stranieri in Italia siano aumentati del 48%. Peccato che si dimentichino di aggiungere che, nello stesso periodo, il turismo mondiale sia cresciuto del 75%. E l’Italia non è riuscita ad approfittare del terrorismo che ha portato alla chiusura o alla riduzione di flussi verso mete abituali, dalla Tunisia all’Egitto ed ora anche a Parigi. Forse qualche domanda bisognerebbe porsela, invece di stendere tappeti rossi davanti al bugiardissimo ed alla sua banda. O davanti agli imprenditori del settore. Perché si scopre, ad esempio, che la Germania ha il triplo di addetti nel settore del turismo diretto. E la Gran Bretagna il 50% in più. Magari anche questo spiega perché noi ricaviamo 100 dai siti Unesco mentre La Spagna ricava 130, la Gran Bretagna, la Francia e la Germania il doppio e la Cina quasi il triplo. In compenso l’era del bugiardissimo ha portato l’Italia al 57^ posto nella classifica del rapporto qualità-prezzo. Prima dell’arrivo del tiranno eravamo ventottesimi.

Fonte: Girano