Lombardia, nasce l’assessore anti-islam. Maroni: «Stop a chi vuole ammazzarci»

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La mossa di Maroni in Lombardia per contrastare la radicalizzazione islamica. L’incarico sarà affidato a Viviana Beccalossi

Il presidente della Regione Lombardia Roberto Maroni lo aveva detto: «Voglio rendere la vita impossibile a chi cerca di ammazzarci».

Detto fatto. Il primo passo è la creazione dell’assessore anti Islam. L’incarico è stato affidato a Viviana Beccalossi (Fratelli d’Italia), già assessore all’Urbanistica e autrice della cosiddetta legge anti moschee. A lei spetta la responsabilità di valutare e coordinare tutti gli interventi che Regione Lombardia deciderà di porre in essere per fronteggiare quella che il Governo non ha esitato a definire «radicalizzazione dell’Islam». Ecco, la Regione, per quanto possibile, tenta di prevenire quella radicalizzazione prima che sia troppo tardi. Esclusa dai tavoli in cui si decide quanti profughi accogliere e dove, la Regione Lombardia non si arrende e usa le armi che può. Poiché il Governo non ha dichiarato lo stato d’emergenza per le ondate di arrivi di immigrati, il Pirellone non può dire la sua. E quindi si organizza in altro modo. «Sarà mio compito – spiega Viviana Beccalossi, pasionaria di destra – coordinare azioni mirate a rendere ancor più sicuri i nostri cittadini, partendo da ulteriori verifiche sulla legge regionale per la realizzazione di nuovi luoghi di culto». «È chiaro – precisa – che nessuno si sogna di prendere il posto che spetta alle forze dell’ordine, impegnate ogni giorno proficuamente a fronteggiare il pericolo terrorismo. Da parte nostra, proprio come avvenuto per il provvedimento sulla costruzione di nuovi luoghi di culto, utilizzeremo tutti gli strumenti in possesso di Regione Lombardia per contribuire alla causa sicurezza».

La Regione Lombardia in passato era già riuscita a frenare il progetto per la moschea a Milano e sull’argomento annuncia ancora battaglia. Ora che il nuovo sindaco vuole riprendere il mano il vecchio bando naufragato, Maroni e i suoi sono fermi. «Voglio evitare che da noi succeda quanto è avvenuto in Francia e in Inghilterra. Come Regione Lombardia faremo la nostra parte in questa direzione». La politica regionale punta innanzitutto a fermare la politica dell’accoglienza. «È impossibile accogliere altri profughi in Lombardia» tuona Maroni che ribadisce il suo no alla creazione di un centro per immigrati a Expo. In quel caso non si potrà far sentire come presidente lombardo ma lo farà come azionista di Arexpo.

Fonte: Il Giornale