LONDRA: LA MARINA NEL CANALE DELLA MANICA PER FERMARE GLI IMMIGRATI

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Londra- La polizia di frontiera britannica starebbe discutendo l’ipotesi di chiamare la Royal Navy a pattugliare il canale della Manica. Lo rivelava ieri il Sunday Times a cui una fonte avrebbe raccontato che al Ministero della Difesa sarebbe già stato chiesto di rafforzare l’attuale collaborazione tra le due unità per far fronte alle nuove ondate di migranti che tentano di raggiungere il Paese via mare. Per ora non esiste una richiesta ufficiale, né il ministero si è espresso apertamente in materia, ma è chiaro che sta vagliando la richiesta delle forze presenti al confine.

Nei giorni scorsi, il presidente della Guardia Costiera di Calais ha spiegato che il canale della Manica rischia di trasformarsi in un luogo di tragedie al pari del Mediterraneo se non si agisce in tempo aumentando i rinforzi. Dato che ormai è impossibile raggiungere la Gran Bretagna con i traghetti o i treni, si teme che gli scafisti possano arrivare nelle acque della Manica. Due uomini sono appena stati arrestati dopo che 18 albanesi sono stati tratti in salvo da un canotto che stava affondando vicino alle coste del Kent. È possibile quindi che una nave da guerra della Marina britannica venga inviata nelle acque della Manica per trarre in salvo i migranti che dalla Francia tentano di recarsi in Inghilterra via mare.

Ogni decisione deve essere comunque presa a livello ministeriale e se l’ipotesi dovesse concretizzarsi sarebbe un significativo cambiamento nella politica per combattere l’immigrazione clandestina attuata finora dal Governo. Allo stato attuale infatti, il controllo del flusso migratorio è lasciato all’intervento della polizia di frontiera che dispone di risorse molto limitate e ulteriormente decimate dai tagli dell’ultimo budget. Un’inversione di tendenza da parte dell’esecutivo di Cameron appare però possibile, se non altro per dimostrare che si può controllare l’immigrazione anche rimanendo in Europa. La sicurezza dei confini di casa costituisce uno dei punti fondamenti dei movimento Leave nel referendum su Brexit e molto probabilmente l’inadeguatezza delle politiche governative su questo fronte ha favorito il sorpasso nei sondaggi dei sostenitori dell’uscita dall’Europa.

Secondo i dati pubblicati ieri dall’Observer i cosiddetti «Brexiter» sono attualmente in testa di tre punti grazie agli efficacissimi interventi di Boris Johnson e dell’ex ministro Michael Gove tutti incentrati proprio sull’immigrazione. È sicuramente questo l’argomento che convince i cittadini inglesi a votare per abbandonare l’Unione Europea. Il 41% degli intervistati dal sondaggio dell’Observer citano infatti l’immigrazione tra i due motivi più importanti a cui pensa quando decide che cosa votare. La possibilità di legiferare senza sottostare ai diktat di Bruxelles e l’impatto sull’economia che avrà il Brexit rimangono in secondo piano. Se il movimento Remain vuole dunque recuperare terreno, il governo dovrà per forza tentare di riguadagnare la fiducia dei cittadini smorzando i loro principali timori.

Sullo sfondo rimane inoltre lo spettro dell’assenteismo. Mancano soltanto due settimane al voto e sei milioni di aventi diritto non si sono ancora registrati. Un milione e mezzo di questi hanno meno di 25 anni, la generazione più incline a restare. Se vuole vincere Cameron deve convincerli, prima di tutto, a recarsi alle urne.

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