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L’ULTIMA FOLLIA DEI BUONISTI: UNA STATUA PER COMMEMORARE TERRORISTI ISLAMICI DI BARCELLONA

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“In memoria” degli assassini jihadisti. Sembra incredibile, ma è così. In una mostra di arte a Pagazzano, piccolo comune di duemila anime in quel di Bergamo, viene esposta una sorta di monumento dedicato ai jihadisti della Rambla a Barcellona, mettendoli sullo stesso piano delle loro innocenti vittime.

Si tratta di due grandi obelischi fluorescenti. Sul primo, come spiega La Verità, sono stati incisi i nomi delle 14 vittime (che in realtà furono 16) . Sull’altra quelli dei carnefici. Da una parte Bruno Gulotta e Luca Russo, i due italiani trucidati dall’odio islamista. Moussa Oukabir, Younes Abouyaaqoub (alla guida del furgone quel 18 agosto scorso), Mohamed Hichamy (l’organizzatore) e Said Aalla e via dicendo.

Le due opere (intitolate “Pietas 1″ e “Pietas 2”) sono state esposte durante la rassegna “Biennale del dialogo” al palazzo di Pagazzano, mostra in cui ci sono le opere di Picasso, Filippo De Pisis e di Gaetano B. Ovvero l’autore dei due discussi obelischi. Secondo quanto riporta la Verità, Gaetano B. è un autore famoso per installazioni “dalla particolare emotività artistica” e che ha ricevuto pure un premio dalle mani di Vittorio Sgarbi. Mica male.

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“Ognuno piange i propri morti – ha spiegato l’autore in una mail al quotidiano di Belpietro – Caduti in una guerra asimmetrica, guerra che riposa spesso sull’ autoinvestitura di un agente che vive come nemico chiunque abbia usi, costumi e riti cui lui fintamente si è adeguato”.

E ancora: “Questo autoproclamato combattente ha padre, madre, parenti, amici. Tutte persone a cui la memoria non può essere negata. La richiesta di abiura ai parenti sarà forse esaudita, chissà se residua però un pericoloso intimo rancore”.

La mostra è stata organizzata da Giuliano Ottaviani, il quale si è premurato di sottolineare come “l’artista non voleva giudicare, non voleva buttarla in politica”. Il sindaco Raffaele Moriggi (lista civica) però non ci sta: “Se è così – dice a La Verità – non condivido per niente ciò che è stato esposto. Se abbiamo commesso un peccato, è stato semplicemente quello di superficialità. Non ce ne siamo accorti. Non ho ancora parlato con l’ artista, ma un’ idea ce l’avrei: rimuovere quell’ obelisco che implicitamente offende le vittime“.

Da ieri le due statue non sono più visibili al pubblico, scatenando la protesta dell’organizzatore della Biennale.

Fonte: Qui

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