L’UMILIAZIONE DI UNA FAMIGLIA ITALIANA – “Profughi in hotel, noi in tenda”

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Settimane e mesi in macchina e in tenda. Una situazione di disagio che una coppia di italiani non riesci a digerire. E commenta: “Profughi in albergo, e noi?”

Una coppia di cinquantenni si è incatenata al municipo di Talmassons per protestare contro la loro situazione e contro profughi: “Da quattro viviamo in tenda”.

La protesta contro il Comune e i profughi

Lei è residente a Udine, Lui, Gaetano Incorvara, invece a Talmassons (UD). Da mesi oramai vivono in condizioni precarie. Come raccontano al Messaggero Veneto, da diversi mesi sono costretti a vivere in una tenda nella sede della Croce Rossa italiana. Ma non è sempre andata bene. Infatti, per due settimane hanno vissuto in macchina, in un parcheggio, convivendo col rischio di essere aggrediti e derubati di quel poco che li resta. Molti i litigi e i disagi che sono costretti a vivere ogni giorno.

La coppia, stanca di vivere in questo modo, si è incatenata al municipio. Per protestare, per chiedere una casa. Nessuno li vuole in affitto perché Incorvara ha solo un assegno di sostegno al reddito e una borsa lavoro. Ma senza un contratto di lavoro nessuno è disposto ad affitarli casa. È proprio lui a parlare al quotidiano veneto: “Così non si può andare avanti, la mia compagna è depressa e ha già tentato il suicidio: abbiamo bisogno di serenità e certezze. Ai profughi invece viene dato un alloggio in albergo“. Perché non è solo la loro condizione a farli soffrire. Ma anche il sindaco Piero Mauro Zanin che sostiene che sia fatto il possibile per aiutarli.

Fonte: Il Giornale

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